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Ritratti all’aperto

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Dopo aver visto una piccola selezione di ritratti realizzati in studio, vediamo invece cosa si potrebbe ottenere all’aperto. Scegliere di ambientare il set all’aperto è prima di tutto una sfida: permette di mettersi continuamente alla prova per superare eventuali ostacoli e difficoltà che in esterni potrebbero presentarsi, mentre nella comfort zone dello studio siamo un po’ più al riparo da inconvenienti. Personalmente amo molto le sfide, quindi appena posso vedo di “complicarmi” un po’ la vita per vedere ogni volta come posso imparare da ogni situazione, qualcosa di nuovo.

Il ritratto a Deborah qui sotto, è stato realizzato in un campo, una mattina di giugno. Il telo steso alle sue spalle, non dà immediatamente l’impressione di essere all’aperto, ma ricrea l’idea di essere in uno studio. Il set era posizionato all’ombra degli alberi, il vento leggero le ha mosso un po’ i capelli dandole un aspetto molto naturale, la luce diffusa e morbida ha reso il ritratto molto pulito, minimalista e molto delicato.

Black and white portrait by Monica Monimix Antonelli

All’aperto si possono sfruttare gli sfondi diversi che incontriamo: i muri sono eccezionali, ogni muro è diverso dall’altro, la grana del materiale è perfetta per creare un contrasto forte con il soggetto ripreso. In questo caso le linee dei mattoni hanno creato la via di fuga dando molta dinamicità alla foto. Il profilo di Emilia viene esaltato, oltre che dalla posa, dal contrasto tra la luce e l’ombra, i lievi tocchi di luce lo disegnano in modo naturale ma d’effetto. A volte basta muoversi intorno al soggetto per catturare una luce migliore rispetto a quella che si avrebbe avuto riprendendola frontalmente.

Color portrait by Monica Monimix Antonelli

Nel caso di Edoardo, il muro uniforme di una casa si è rivelato il fondale perfetto per realizzare un ritratto giocato sul contrasto bianco e nero, che avrei potuto realizzare anche in studio. Anche in questo caso scattare in una zona d’ombra mi ha permesso di avere una luce diffusa, che grazie all’ombra data dal suo ciuffo di capelli e l’occhio rivolto al basso, donano una sorta di intimità all’immagine, come se Edoardo fosse assorto nei suoi pensieri, nel primo ritratto. Mentre nel secondo, l’ombra sugli occhi, volutamente lasciata, crea una sorta di filtro oscurante per celare un sentimento di timidezza e riservatezza, che la posa frontale e lo sguardo in macchina pongono sotto gli occhi di tutti.

Black and white portrait by Monica Monimix Antonelli Black and white portrait by Monica Monimix Antonelli

Nel caso invece di Fabrizio, il muro rovinato alle sue spalle conferisce carattere all’immagine che è perfetta per il fatto di aver colto un timido raggio di sole di novembre, col quale ho potuto dare movimento all’immagine, scolpendo il viso di Fabrizio che, grazie agli occhi chiusi, la posa rilassata e lo spazio sopra alla sua testa, si dà l’idea di una pace silenziosa e assorta, nel primo ritratto, mentre nel secondo il cambio di inquadratura, con il soggetto più centrato verticalmente e lo sguardo in macchina, il ritratto è più diretto, più forte e il gioco del sole sul muro proietta l’ombra del profilo di Fabrizio creando una seconda figura a riempire l’area vuota, spostando il soggetto lateralmente.

Black and white portrait by Monica Monimix Antonelli Black and white portrait by Monica Monimix Antonelli

I ritratti inseriti sino ad ora son stati tutti realizzati in situazioni simili, in ombra e al riparo dal sole diretto. Ma cosa si può fare se invece il sole splende meraviglioso e noi volessimo sfruttarlo al meglio? Per esempio lo si può usare per creare magnifici riflessi controluce. In questa immagine realizzata un paio di anni fa, con Francesca, una domenica pomeriggio sul fiume, un caldo afoso, la luce del tramonto è stata la perfetta co-protagonista di questa foto. Così come nel post precedente avevo inserito il ritratto fatto con Giorgia, come fosse stata investita dal sole del mattino, situazione ricreata totalmente in studio, qui vi mostro un effetto molto simile, ma con la luce naturale, dove la potenza del sole è impagabile.

Color portrait by Monica Monimix Antonelli

Sempre nell’ottica di voler sfruttare la luce del sole, un altro modo possibile è quello si usarla in tutta la sua potenza. In questo caso, sempre con Deborah, eravamo in un bosco e la luce del sole, filtrando attraverso le fronde degli alberi intorno a noi, creava fantastici giochi di luci ed ombre molto nette. La situazione ideale se si vuol realizzare un ritratto scolpito del viso. La gestione delle ombre in questo caso non è semplicissima, perché essendo molto dure si rischia di rendere troppo duro il viso e di avere antiestetiche ombre proiettate (per esempio dal naso o dai capelli). L’accortezza è quella di voler indirizzare il soggetto verso la posa migliore per poter sfruttare appieno questo tipo di luce. In questo caso è bastato chiedere a Deborah di sollevare leggermente il mento e abbiamo ottenuto di illuminare perfettamente il suo viso e di diminuire il più possibile le ombre create dal naso e dai capelli.

Color portrait by Monica Monimix Antonelli Black and white portrait by Monica Monimix Antonelli

 

Written by Monimix

marzo 26th, 2014 at 10:00 am

Posted in fotografia,ritratti

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