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Nuove esperienze: pattinaggio su ghiaccio e arrampicata

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All’inizio dell’anno ho visto il film “I sogni segreti di Waler Mitty”, film leggero, ma per me un toccasana perché perfettamente in linea con ciò che già stavo provando di mio e cioè la voglia di mettermi a fare cose mai fatte, esperienze (anche piccole) di vita, ma che vuoi provare almeno una volta nella vita. Complice anche il film dall’ottima colonna sonora, e diciamolo, quando c’è una buona musica, tutto appare più bello, anche scappare da un vulcano in piena eruzione a bordo di uno skateboard. E tu ti immagini lì col vento in faccia, in mezzo al nulla, braccia aperte per respirare la vita a pieni polmoni e ti viene quella voglia incredibile di vivere, di provare quell’adrenalina che ti dà la carica di far tutto quello che ti passa per la testa. E così, ne parli una sera al pub, davanti ad una birra con gli amici e due di loro accettano di sposare la tua idea al volo e si buttano con te nell’impresa. Non ci sono regole, ognuno propone un’idea, qualunque cosa è concessa.

La prima tappa del viaggio è stata: provare a pattinare sul ghiaccio. Qualcuno di voi probabilmente starà ridendo perché è banale, bene, dovete capire che io e l’equilibrio abbiamo un rapporto un po’ malsano, io posso cadere anche dalle ciabatte, è ancora un mistero come io riesca a camminare sui tacchi (sulle zeppe che dovrebbe esser più facile secondo le fashioniste, è già un po’ più complicato!). Tutto si collega ad un’estate di tanti anni fa, circa una quindicina. Mi viene la brillante idea di comprare i roller blade, perché c’è del sano masochismo in me, lo so. Ma vuoi comprarli da sola? Assolutamente no, convinco la mia migliore amica a comprarli e spinte dall’entusiasmo andiamo subito a provarli. Tempo mezz’ora e mi sfracello per terra, tornando a casa con un braccio malconcio. Da lì in poi il mio rapporto con i pattini in linea è stato molto difficile, abbiamo optato per non vederci  e non sentirci più. Fino a quella sera al bar in cui la mia amica, non si è lasciata scappare l’occasione per proporre subito come prima prova il rimettersi i pattini ai piedi. Il panico totale. Alla fine mi ha convinta a provare su ghiaccio vendendomela come più semplice.

Semplice è una parola grossa, ma almeno stavolta, i due saluti al pavimento ghiacciato son stati meno traumatici! I primi minuti pensi “Ma chi me l’ha fatto fare?!” e hai un rapporto morboso con il bordo pista, inizi una relazione d’amore con la barriera ed è difficile staccarsi da essa. Poi pian piano inizi a far dei piccoli passi, ti stacchi un po’ e quando vedi che la schiena inizia ad esser meno di legno e le ginocchia tremano un po’ meno, prendi un po’ di velocità e – come per la bicicletta – resti più in equilibrio. Diciamo anche che vedere sfrecciare una bimbetta che avrà avuto sei o sette anni è stato un buon motivo di sfida!

Da lì prendi un po’ coraggio e arrivi persino in mezzo alla pista ed è fantastica la sensazione che provi, è un misto di gioia e libertà, ti senti leggera. E più ti senti leggera e felice e più fili via, seguendo l’istinto e mettendo da parte la paura. E sei felice di condividere questo momento con due persone che son tanto pazze da seguirti in ogni idea ti passi per la mente!

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Sopravvissuti al pattinaggio e carichi di adrenalina si inizia già a pensare alla prossima sfida: l’arrampicata. E’ vero che l’equilibrio non è il mio forte, ma fortunatamente l’altezza non è un problema e così mi lancio anche in questa impresa. Arriviamo alla palestra dove poter mettere in atto il nostro intento. Guardo la parete, alzo gli occhi e non finisce più. Mi dicono essere undici metri. Ok, siamo in ballo e balliamo. Primo step: infilarsi delle scarpette microscopiche che son morse letali, mi uccidono le dita dopo tre minuti. Ora capisco perché tutti le calzano a mo’ di ciabatte. Mi infilo l’imbragatura, il tizio dello staff mi ride in faccia quando vede quanto mi va larga sulle cosce, ma l’importante è che non si sfili dai fianchi, mi tira la corda per stringermela bene e quasi mi fa girare su me stessa tipo trottola. Secondo step: imparare a fare il nodo da legare all’imbragatura: non me ne intendo per niente, ma con santa pazienza mi insegna passo passo come fare, il tutto almeno tre volte, la mia proverbiale mancanza di memoria incontra il fatto che io sia abbastanza impedita riguardo ai nodi. Ma anche questo è fatto. Siamo pronti a salire. E qui inizia il divertimento. Perché alcune prese son belle grandi, altre microscopiche. Il segreto per salire correttamente è quello di trovare appigli per i piedi, su cui devi poi appoggiare il peso del corpo e darti la spinta per salire nuovamente. Sembra banale, ma all’inizio non è così scontato riuscire a farcela, infatti viene molto più spontaneo arrampicarsi sfruttando la forza delle braccia e della schiena. Arrivo in cima, ora che faccio? Guardo giù ed è ora di iniziare la discesa, beh prendere dimestichezza sulla discesa è quasi più complicato che salire perché ti devi mettere in una posizione simile a quando si è seduti e poi devi camminare con i piedi piatti all’indietro. Tocco terra, e guardando la parete quasi non ci credo di avercela fatta. Le braccia son un po’ indolenzite, ma risalgo una seconda volta, e poi una terza. Quest’ultima, nonostante la stanchezza che inizia a farsi sentire, è andata ancora meglio. E’ uno sport impegnativo, ma devo dire davvero interessante. Servono concentrazione, osservazione, coordinazione e testa, più che forza. Va capito il metodo e da lì puoi arrivare dove vuoi. Ogni sport racchiude in sé dei grandi insegnamenti, questi appena provati sicuramente aiutano ad acquistare sicurezza in se stessi e qui, come nella vita vale la regola “un passo dopo l’altro”.

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Written by Monimix

febbraio 24th, 2014 at 5:31 pm

3 Responses to 'Nuove esperienze: pattinaggio su ghiaccio e arrampicata'

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  1. Come faccio a non lasciare un commento se mi parli di arrampicata? 😀
    Sono stato free climber per anni, finchè il tempo da dedicare ai pargoli ha assorbito anche quello che dedicavo a questo sport, che in effetti era davvero molto.

    Tra le tante cose che adoro di questo sport mi è sempre piaciuta la metafora dell’arrampicata con la vita, dove c’è sempre più di un modo per arrivare in vetta e non esiste quello giusto o quello sbagliato in assoluto, ma quello più giusto per la fisicità della persona che sta arrampicando.

    E poi il fatto di vincere una paura atavica, quella dell’altezza, ma assolutamente ingiustificata, visto che almeno inizialmente sei saldamente legata ad una corda che penzola dall’alto….eppure la testa è difficile da convincere! 😀

    E potrei continuare a lungo, ma rischierei di diventare logorroico 😀

    Felice che tu abbia provato e soprattutto che abbia colto fin da subito che il segreto non è (solo) la forza ma un mix di equilibrio, concentrazione, tecnica e tanta determinazione

    Fabio

    24 feb 14 at 5:45 pm

  2. Grazie Fabio per le tue parole!!! :) Mi è piaciuto tantissimo, nonostante io sia un po’ impedita negli sport, ma dalla mia ho una gran testa dura che mi fa fare anche cose che non so fare. Se poi uno mi sfida lì esce tutta la mia caparbietà E’ una di quelle esperienze che ti danno tanto, molto più di quello che uno si aspetterebbe da una prima volta con uno sport sicuramente più complesso di come uno lo approccia all’inizio. Ora capisco perché in America è una di quelle esperienze che alcune aziende fanno fare ai loro dipendenti per creare spirito di squadra.

    Monimix

    24 feb 14 at 5:55 pm

  3. E aggiungo che in francia invece è presente tra le discipline di educazione fisica di tante scuole già dalle elementari.
    All’estero sono sempre un pò più avanti in tutto rispetto alla nostra Italietta 😉

    Fabio

    24 feb 14 at 6:07 pm

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