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2013: un anno di sfide

10 comments

Questo post non vuol essere il classico articolo di fine anno con i buoni propositi per il nuovo alle porte, ma una sorta di resoconto dell’anno appena trascorso.

Il 2013 è stato un anno pesante, lavorativamente parlando è stato uno dei più duri e difficili da quando ho iniziato. Non mi vergogno ad ammetterlo, né tantomeno mi bullerò di quanti lavori fighi ho fatto, perché in questo ambiente funziona così, si nasconde la polvere sotto al tappeto, si mangiano pane e cipolle, ma agli altri si deve far credere di pasteggiare ogni giorno con salmone e caviale, sorseggiando champagne. Fotografi che fanno test (molto spesso gratuiti) alle modelle, che li spacciano per editoriali (non ho mai visto così tanti editoriali in giro, come negli ultimi anni, e dire che poi sfogli una qualsiasi rivista e i loro nomi non compaiono mai…), oppure quelli che vanno nelle agenzie a scegliere le modelle (molto spesso le new faces perché le altre sono fuori portata), ma sembra che stiano facendo il casting per il nuovo film di Hollywood. Quelli che “le modelle e i modelli sono miei amici” e quindi li devo taggare nel mio stato che dice che sono al bar perché così gli altri credono che ho una vita sociale fighissima e quindi io sono figo e cool (sì perché ormai sei out se  non parli come un deficiente con i termini inglesi che sono trendy). Oppure quelli che sono “quelli arrivati” che si mettono in cattedra ad insultare gli altri (solitamente i fotoamatori che gli danno da mangiare partecipando ai loro workshop), o che fanno comunella e gira e rigira se la cantano e se la suonano a vicenda.

A me di tutto questo apparire importa come dei cavoli a merenda, li osservo e sorrido e son qui a scrivere questo post contro corrente.

Il 2013 è arrivato dopo un anno andato bene, il 2012 mi ha regalato belle sorprese, è stato buono con me e infatti per bilanciare il tutto, questo è stato l’esatto opposto.

Ci son state decisioni importanti da prendere, cambi radicali, momenti difficili, tutti concentrati nella prima metà dell’anno, che mi hanno fatta arrivare alla fine dell’estate sfiancata. E con settembre la ripresa del lavoro non c’è stata, alcuni contatti sono sfumati, potrei dire per la crisi, ma semplicemente perché la gente spende parole anziché soldi, è più brava a parlar di aria fritta che di mettere realmente mano al portafogli. Perdite di tempo per incontri e progetti importanti che si son rivelati un nulla di fatto, con la delusione e l’amarezza che ancora una volta le buone idee son destinate a restare nel cassetto.

Ci son stati momenti in cui ho pensato di abbandonare la nave, ma poi ho capito che non si può prendere e scappare. “Bisogna reinventarsi, trovare nuove strade”, dicono gli esperti, e tu che l’unica strada che vedi è quella che ti porta dritta su una spiaggia a vender gelati, perché non ne puoi più di tutto questo, ti chiedi cosa fare e come mettere in pratica i loro consigli.

Poi però la vita ti presenta il suo prezzo, e tutte le tue paure ti sembrano sciocche quando ti ritrovi davanti ai veri problemi della vita.

Ho passato tanto tempo nei corridoi degli ospedali, lunghe attese snervanti, momenti di preoccupazione, una malattia che prima di allora era solo “quel male brutto” che capita agli altri. L’abbiamo conosciuto, affrontato e sconfitto, ne stiamo uscendo più forti di prima; abbiamo imparato che l’importante è “fare un passo alla volta”, così ti insegnano i medici e le infermiere. E questo è l’insegnamento più importante di tutti: nella vita i problemi che sembrano i più insormontabili vanno affrontati un passo alla volta; risolvendo ogni giorno un piccolo pezzetto possiamo affrontare la battaglia più dura che ci attende.

Vivere queste esperienze ti fa capire cosa realmente conti nella vita, le piccole cose quotidiane e gli affetti, che il lavoro è solo lavoro, e che il tempo è prezioso, quindi non tollero più chi me lo farà sprecare solo perché non sa cosa vuole.

Nonostante tutto è stato un anno importante, perché le difficoltà e le prove sono quelle che ti temprano, che ti sfidano ma da cui esci più forte e le cose positive nascono anche in mezzo alla tempesta, e infatti ad ottobre sono diventata zia per la prima volta. Un maschietto, la gioia immensa che ti esplode nel petto, quando ce l’hai tra le braccia, così come solo un bambino può fare. Lo guardo e capisco che devo fare di più, devo cambiare, perché non mi piace come sono diventata nell’ultimo anno, ho perso molto del mio proverbiale ottimismo estremo, sono più dura e sconsolata e questo non va bene. Devo ritornare a sperare e a rimboccarmi le maniche come ho sempre fatto, lasciarmi alle spalle la stanchezza e il peso di tutto questo e ricominciare da zero, per me in primis, ma anche per chi è al mio fianco che merita solo il meglio da parte mia.

Ora siamo a fine novembre, con i timori che il nuovo anno possa essere come questo appena vissuto, ma voglio cercare di essere ottimista, voglio credere che tutto ciò che ho passato mi abbia forgiato abbastanza per entrare nuovamente in battaglia.

Di sicuro dovrò cambiare ancora qualcosa perché è inutile (oltre che stupido) continuare a fare una cosa se non dà risultati, e visto che ci piace passare per persone intelligenti, allora proviamo a modificare qualcosa.

Si sa, la crisi fa schifo, ma quello che fa più schifo è che la gente se ne approfitti, dovrò fare in modo di tagliare i rami secchi per far posto a quelli nuovi. Dovrò scoprire nuove strade da percorrere, scovare nuove persone valide con cui collaborare, e tentare di raddrizzare la situazione.

Fotograficamente ho avuto una piccolissima evoluzione, ho scattato pochissimo, ma sono soddisfatta di ciò che ho fatto; mi sto dedicando sempre di più al ritratto, il bianco e nero è sempre più presente e sto cambiando il modo di riprendere i soggetti; sto studiando nuovi tipi di inquadratura, il soggetto meno centrato, il minimalismo sempre più presente, sempre più alla ricerca del punto di contatto tra me e il soggetto ritratto. Ho scovato in archivio degli scatti di due anni fa e li ho rieditati e portati alla luce con una sensibilità che mi rappresenta oggi, e che sento più in linea con ciò che sento e sono ora.

Continuo la ricerca di volti intensi, interessanti, che mi sappiano raccontare la loro storia, e sempre più vorrei riuscire a fotografare un numero incredibile di persone. Questo è un progetto di lungo corso, che mi dà buone energie e quella carica necessaria per andare avanti.

Chiudo con uno scatto realizzato recentemente con Emilia, la sua espressione serena, il suo respiro a occhi chiusi come stesse raccogliendo le forze, ben racchiude ciò che sento in questo momento di svolta.

18_MG_5976

 

Written by Monimix

novembre 28th, 2013 at 12:00 pm

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10 Responses to '2013: un anno di sfide'

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  1. Comunque sia il 2014, peggio del 2013 non potrà essere… non è proprio eticamente possibile. ^_^
    Concordo su tutto e, anche se latito un po’, ti sono molto molto vicina spiritualmente… un abbraccio grande!!

    Sandra

    28 nov 13 at 12:19 pm

  2. ti ho sempre guardata dal basso, in disparte ma seguento ogni tuo passo… ho avuto il piacere e la fortuna di vederti lavorare… ho avuto l’onore di ascoltare la tua passione per quello che non è solo un lavoro ma la vita stessa… se c’è qualcuno che si merita ogni cosa bella dalla vita, bè non ho dubbi, quella sei tu.
    Cambia, taglia e cresci ancora… noi, per quanto può servire, se hai bisogno siamo sempre qui… basta un accenno e saremo pronti a sostenerti!
    DAJE! :)

    marco

    28 nov 13 at 12:32 pm

  3. Sandra: hahahah tu vuoi sfidare la sfiga eh?! Sai che il peggio c’è sempre, vero? Perché c’è sempre chi ti porge la pala… Grazie per il sostegno spirituale, credimi è importantissimo! Un abbraccio anche a te, spero davvero di vederti presto.

    Marco: Che tu mi guardi dal basso la vedo davvero dura da credere heheheheh Scherzi a parte, tu hai fatto tanto per me e lo sai, non solo in termini lavorativi, ma anche umani: fa sempre bene al cuore avere intorno persone positive e propositive come te. Un abbraccio di cuore, a presto!

    Monimix

    28 nov 13 at 2:16 pm

  4. Grazie, avevo bisogno delle tue parole…

    Buon Cammino

    Michele

  5. In ordine: ben rialzata! essere zii è fantastico! tre giorni fa ho deciso di chiudere tutto, oggi mi riprendo le energie e ricostruisco daccapo!… un abbraccio, grazie.

    Nicola

    7 dic 13 at 12:30 pm

  6. Cara Monica anche quest’ anno non e’ stato clemente neanche con me con la scoperta di avere ancora qualcosa che dici cavolo ma perché proprio a me è questo mi ha obbligato a rallentare i ritmi, i rapporti, i giudizi, gli affanni, e ad allentare anche molto la rabbia che avevo nutrito nel perdere terreno verso tutti.Penso che tu hai molto da dire e da dare e sono convinta che questo sia stato solo un momento doveroso di letargo, un abbraccio

    Manuela

    7 dic 13 at 3:11 pm

  7. Grazie Nicola!! Chiudere tutto e ricominciare: una scelta coraggiosa, a volte inevitabile, richiede forza, ma l’energia che scaturisce da un nuovo inizio è fantastica e ci trascina oltre le nostre paure! :) Un grossissimo in bocca al lupo, allora! Un abbraccio

    Monimix

    8 dic 13 at 12:08 pm

  8. Manuela: mi spiace tanto sapere che sia stata dura, purtroppo questo mondo va sempre tanto di corsa e chi affronta delle sfide impegnative rischia di rimanere indietro, agli occhi della gente (e erroneamente lo pensiamo anche noi in primis). Ma credo che a volte il camminare al nostro passo, anziché correre a perdifiato per correre dietro agli altri, sia la scelta migliore (anche se all’inizio è inevitabile), perché in quei momenti abbiamo il tempo per capire cosa realmente conti per noi e cosa vogliamo fare. Troppo spesso correre solo perché gli altri intorno a noi non aspettano, ci fa perdere di vista tante cose e ci ritroviamo ad un punto in cui non sappiamo nemmeno più perché stiamo correndo. Un abbraccio forte a te e alla tua splendida famiglia.

    Monimix

    8 dic 13 at 12:14 pm

  9. Monimix

    Carissima Monica,
    anche se non ci conosciamo di persona mi concedo di darti del tu.
    Seguo il tuo blog e i tuoi lavori da tanto di quel tempo che il ricordo sprofonda nella memoria e ti lascio queste brevi righe in punta di piedi per testimoniarti la mia personale condivisione di quel che scrivi in questo post.

    La vita non è difficile, è semplicemente ostile. E spesso, troppo spesso, presenta il conto. Ancora più amaro nelle lunghe attese nei corridoi o nelle sale di aspetto degli ospedali. Sono momenti intensi di riflessione quando la mano tocca il cuore, quando la concretezza della quotidianità tocca i sentimenti più intimi e profondi.

    Ma superati quei momenti, resta la fiducia per il domani, la speranza, la gioia di ripartire facendo tesoro degli istanti più duri perché necessari per forgiare il carattere, scegliere cosa è importante e cosa no, raggiungere l’essenza delle cose.
    Ripartire da li, dall’essenza, e non dedicare alcun istante con chi ti fa perdere tempo penso sia un buon modo per ripartire.

    Ti auguro di cuore di riuscire.

    Paolo Balestra

    24 dic 13 at 2:44 pm

  10. Ciao Paolo, il “tu” va benissimo, ci mancherebbe! :) Grazie per il tuo commento e per il tuo sostegno. Credo che il tempo di esser stanchi o già di morale, sia ormai finito, col nuovo anno ci si deve per forza lasciare alle spalle tutto quello passato, farne tesoro sicuramente, ma voltare davvero pagina. E credo che questo ultimo dell’anno sentirò veramente di chiudere una porta, tirare un sospiro e sorridere per il nuovo.
    Grazie per le tue parole.
    Ti auguro un buon Natale e uno strepitoso anno nuovo!!

    Monica

    24 dic 13 at 4:11 pm

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