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Una sfida: ritratti in strada senza pianificazione

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Il lato positivo dei social network è che ti permettono di entrare in contatto con persone che molto probabilmente non avresti mai avuto l’occasione di conoscere; è quello che è successo con Vincenzo D’Ambrosio, un ragazzo di Napoli, appassionato di fotografia e moda che inizia a muover i primi passi in questi due settori. Vincenzo è una di quelle persone che si incontrano raramente in giro, una persona estremamente gentile, carinissima, molto disponibile e creativa. Con lui ho voluto pormi una sfida personale: riuscire a realizzare una serie di scatti per le vie della città di Milano senza pianificazione, solo basandomi sull’improvvisazione e sull’istinto. Solo con persone come lui puoi pensare di riuscire a sperimentare senza aver quell’ansia da prestazione, di chi si aspetta e chiede continuamente di vedere e sapere cosa stai facendo, che spesso non ti aiuta a lasciarti andare perchè ti senti legato ai soliti schemi sicuri. Con lui invece è stata intesa sin dai primi messaggi, la sua piena disponibilità al fatto che gli avessi detto solo che volevo fare dei ritratti per strada, senza dare molti altri dettagli, mi è piaciuta sin da subito e mi ha fatto capire che lui poteva essere il soggetto adatto. Inoltre avendo posato solo in un’altra occasione, sapevo che non avrei visto pose trite e ritrite ma pose più spontanee e naturali.

L’idea era quella di sfruttare lo sfondo cittadino, giocando con le prospettive dei palazzi storici, i riflessi del sole dove presenti, mettere a contrasto elementi di sfondo molto differenti tra loro, cercare di cogliere la spontaneità di Vincenzo senza imporgli pose studiate, ma cercando di coglierlo in movimenti naturali.

La prima difficoltà è stata quella che Vincenzo era in trasferta a Milano nei giorni della Fashion Week con la relativa confusione che questi giorni comportano: l’idea iniziale era quella di partire dalla Piazza Mercanti, a due passi dal Duomo, ma qui ci ritroviamo immersi tra stand e fiumane di persone; senza abbatterci proseguiamo oltre in cerca di una nuova location adatta e possibilmente meno caotica giusto per poter cominciare i primi scatti di riscaldamento. Tutta la via è impraticabile, proseguiamo oltre, si intravede il Castello Sforzesco, da lì l’idea di raggiungerlo con la speranza di trovare un angolo tranquillo, ed effettivamente lo troviamo. Sfruttiamo una porzione di muro di mattoni con colonne antiche e l’erba del giardino, iniziamo a conoscerci fotograficamente, ci stiamo scaldando e già si vedono i primi risultati.

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Forti di questi primi scatti decidiamo di tornare verso il centro per cercare dei palazzi da utilizzare come sfondi; arriviamo al palazzo delle poste, magnifico, maestoso, antico con le sue colonne massicce, me ne innamoro. Sfrutto l’angolo per evitare di riprendere la facciata con l’entrata degli uffici, il via vai di gente, i loghi gialli, e così facendo colgo una porzione di cielo e l’incrocio prospettico con le altre facciate dei palazzi che si stagliano tutte intorno a noi. Vincenzo è bravissimo, non si lascia distrarre dai passanti (che su un angolo in pieno centro ce ne sono a bizzeffe), nemmeno un tizio che continua a far domande riesce a distrarlo ma continua ad essere naturale e disponibile, senza segni di nervosismo che una situazione simile potrebbe facilmente provocare.

Proseguiamo nella via sul retro e anche qui improvviamo degli scatti sfruttando i muri dei palazzi magnifici che ci circondano. In poco meno di un’ora abbiamo finito, e lo accompagno a raggiungere i suoi amici e poi via da Luini per un gustoso panzerotto, che ahimè io stavolta posso solo immaginare, perchè la coda chilometrica si mette tra il panzerotto e un altro appuntamento al quale devo scappare.

Per quanto sia fondamentale ed importantissima la fase progettuale prima di un servizio fotografico, ammetto che è stato molto utile questo esperimento: certo, non sarebbe fattibile se si dovesse scattare un servizio moda, però per realizzare dei ritratti è stato bello poter improvvisare, mettersi alla prova e superare delle possibili difficoltà, seguire una strada diversa dal solito per vedere dove portava e se ero in grado di arrivare in fondo. E’ sempre utile lasciare ogni tanto la via sicura delle nostre convinzioni e dei soliti schemi, si scoprono così mille nuove possibilità e davanti ai nostri occhi si aprono molte nuove strade con punti di vista differenti e stimolanti, quindi il consiglio è: non dimenticate di porvi delle nuove sfide per poter crescere e migliorare (mentre vi divertite)!

La serie completa la potete vedere sul sito: QUI

Written by Monimix

ottobre 2nd, 2013 at 10:25 am

4 Responses to 'Una sfida: ritratti in strada senza pianificazione'

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  1. L’articolo è fantastico e le foto ancora di più.
    Ottimo lavoro!

    Sandrra

    3 ott 13 at 11:38 am

  2. Fabiana Tessitore

    3 ott 13 at 11:39 am

  3. Grazie mille! :)

    Monimix

    4 ott 13 at 10:45 am

  4. :) Il soggetto è stato fondamentale!

    Monimix

    4 ott 13 at 10:45 am

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