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Imparare dagli altri: creatività estrema!

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Quando ho un po’ di tempo, navigo su vari siti che raccolgono una selezione dei lavori migliori che si trovano in giro, uno di questi è: Trendland Vi consiglio di andarci se avete un po’ di tempo libero, perchè è talmente ricco di contenuti e di lavori pazzeschi di ogni genere che senza che ve ne accorgiate vi è passata la giornata, e se dovevate consegnare un lavoro urgente, beh sono cavoli amari!

E visto che dagli altri c’è sempre da imparare, vi lascio qui una carrellata di lavori che mi hanno stesa!

Kirsty Mitchell’s Wonderland

In seguito alla perdita della madre, Kirsty per ternersi occupata, inizia questo progetto enorme ed eccezionale che dura da tre anni, come omaggio a sua madre e al suo amore per i libri e alle storie fantastiche. La cosa pazzesca di questo progetto, non sono tanto le foto (che sono comunque splendide), ma tutto il lavoro dietro le quinte – vi consiglio di dare un’occhiata al backstage – dall’ideazione di ciascun scatto, alla progettazione degli abiti e dei props tutti interamente realizzati da Kirsty e dal suo team, sino alla realizzazione dello scatto finale. La cura dei dettagli è incredibile, e rendono questo progetto un lavoro enorme ed eccelso. Per la serie: anche nei momenti peggiori ci possono essere risvolti positivi.

Tomohide Ikeya Underwater Photography

Un genere di foto che amo sono quelle ambientate in acqua, tutto ciò che vi ruota attorno è per me fonte di occhi sbarrati, respiro trattenuto e incapacità di muovermi da lì. Amo l’acqua, credo sia l’unica cosa al mondo (o quasi) che abbia potere di farmi rilassare realmente e totalmente. Non posso quindi che rimanere affascinata da tutti quei fotografi che sperimentano la fotografia subacquea non tradizionale, ovvero coloro che al posto di fotografare i fondali marini, immergono persone e fanno fare loro le cose più disparate qualche metro sotto il livello dell’acqua. Prima o poi è una di quelle cose che dovrò sperimentare anche io, anche se l’apnea non è proprio il mio forte!

L’idea di Tomohide è quella di studiare l’acqua come sostanza che noi esseri umani non possiamo controllare e da questa ricerca nascono i suoi progetti in cui va a porre l’attenzione sul respiro, sul movimento delle onde, sui movimenti fluttuanti dei corpi immersi in acqua, creando immagini dal forte impatto emotivo, giocati con pose che esaltano l’anatomia del corpo umano e luci che fanno apparire gli scatti come dipinti dal forte coinvolgimento.

Julien Palast’s Skindeep Series

Questi scatti mi hanno colpita oltre che per i colori strepitosi, le forme del corpo umano che si intravedono dietro il tessuto lucido (alcune sensuali, altre inquietanti), perchè mi hanno subito portato alla mente un’idea che da alcune settimane stiamo valutando di realizzare io e Stefano (con cui ho collaborato al progetto “Mia e di nessun altro”).

A parte questo, trovo eccezionale la resa dell’accoppiata colore e materiale, ti danno quasi l’idea che il corpo sia avvolto da una pittura fluida.

E per concludere questa carrellata di capolavori, vi segnalo i ritratti di Alejandro Maestre Gasteazi.

Da un fondale bianco, man mano che gli scatti scorrono, il corpo dell’amico Julian ricoperto di creta inizia a prendere forma rivelandosi all’osservatore. Adoro l’idea e il materiale usato per ricoprire il corpo dell’amico, che ti dà la sensazione di averlo plasmato con le tue mani da un blocco di creta.

Written by Monimix

ottobre 15th, 2012 at 4:41 pm

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