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Imparare dagli altri: i ritratti di Peter Lindbergh

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Quando ho iniziato ad avvicinarmi alla fotografia e a studiare il lavoro dei grandi fotografi, ricordo di esser stata folgorata, oltre che da Edward Weston, da Peter Lindbergh. I suoi ritratti in bianco e nero così forti, così espressivi, così profondi, le sue “muse”, le splendide top model degli anni ’90: Claudia, Christy, Naomi, Cindy, Stephanie e tutte le altre meravigliose donne che hanno posato davanti al suo obiettivo: Kate Moss, Nicole Kidman, Milla Jovovich giusto per citarne una piccolissima parte.

Ciò che si coglie osservando i suoi ritratti è la sua straordinaria capacità di immortalere i suoi soggetti con le loro fragilità, mista ad un senso di drammaticità e sensualità creando immagini così forti e d’impatto che sembrano frame tratti da film più che semplici fotografie.

Un altro aspetto che mi attrae del sul lavoro è l’apparente semplicità che caratterizza molti suoi ritratti. Le persone sembrano colte all’improvviso, come fossero raccolte nei loro pensieri e lui con grande naturalezza le immortala in modo sublime interpretandole senza quasi nemmeno disturbarle.

Anche quando realizza servizi moda il suo stile è predominante, i modelli non appaiono come manichini, ma sapienti attori protagonisti della scena e della storia.

Come in questo servizio realizzato per campagna autunno/inverno 2012/13 di J Lindeberg in cui ritrae i due modelli per le strade cittadine, immersi tra la folla, in uno splendido bianco e nero, dove riesce ad andare oltre la semplice campagna pubblicitaria arrivando a realizzare una storia, un film attraverso gli scatti.

Personalmente adoro la scelta coraggiosa di realizzare degli scatti simili, dove gli abiti diventano quasi secondari, e puntare su immagini dense di sentimento, anzichè la più semplice, ovvia e sicura scelta di realizzare una campagna in cui le modelle sono in posa perfetta per mostrare gli abiti e gli accessori. Qui si è scelto di andare oltre il prodotto, creando un mood che ruota attorno, meno patinato, più cinematografico. Ne deriva una delle migliori campagne in assoluto!

Dal 7 settembre al 4 novembre 2012, alla Galleria Sozzani di Milano (corso Como 10), la sua mostra “Known and The Unknown”. Mi mangio le dita per non esser potuta andare la sera dell’inaugurazione con lui presente!

Written by Monimix

settembre 19th, 2012 at 10:31 am

8 Responses to 'Imparare dagli altri: i ritratti di Peter Lindbergh'

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  1. Cielo che meraviglia..non avevo mai visto nulla di suo benché ne avessi sentito parlare moltissimo..

    Ancora una volta, grazie =)

    Michelangelo

    19 set 12 at 11:56 am

  2. Ahhh che delitto! Beh allora meno male che hai rimediato! Tra l’altro, mi era partita la pubblicazione della bozza, anzichè dell’articolo finito, se vuoi dare un’occhiata ad altri scatti, ora ci sono!

    Monimix

    19 set 12 at 12:23 pm

  3. Eh…purtroppo ssognarante 😀 per fortuna grazie a persone come te riesco ad imparare qualcosa :DD

    Hai ragionissima sembrano frame di film, riescono ad incuriosirti e farti domandare “cos’è successo? cosa accadrà adesso?!?”

    Se penso a me stesso 4 anni fa, mi prenderei a schiaffoni, ritenevo la fotografia stupida ed inutile. 😐 Schiaffoni!

    Michelangelo

    19 set 12 at 1:21 pm

  4. Beh tutt’oggi c’è della fotografia stupida ed inutile, ora hai aperto gli orizzonti verso quella che merita! 😉

    Monimix

    19 set 12 at 1:49 pm

  5. Ciao Monica. E’ un autore che ho sempre apprezzato, e ancor di più dopo aver visto i suoi scatti in stampe formato maxi alla Galleria Sozzani. Emozionante.

    simone

    19 set 12 at 2:24 pm

  6. Ciao Simone! Eh non sono ancora andata, ma è in programma a breve! Non vedo l’ora!!

    Monimix

    19 set 12 at 2:25 pm

  7. Sono stato un’ora intera nella saletta bassa della galleria Sozzani, dove erano esposti i ritratti veri e propri (mentre la parte superiore era dedicata a situazioni più costruite e al colore) e nessuno, dico nessuno è entrato in un tempo così lungo. L’ho studiato a lungo.

    giorgio

    16 gen 13 at 7:29 pm

  8. Sì effettivamente la maggior parte della gente era al piano superiore, e quella saletta così piccola, ma così densa di ritratti, è stata un’oasi felice per parecchio tempo anche per me. Non riuscivo a staccarmi da lì, ero completamente rapita da quegli sguardi, da quei volti… Sublime!

    Monimix

    16 gen 13 at 7:49 pm

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