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Imparare dagli altri: luci creative

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Per coloro a cui piacciono le frasi fatte trite e ritrite, la fotografia è “scrivere con la luce”, ma molto spesso capita di vedere in giro foto con parecchi “errori grammaticali” nell’uso della luce, perchè così come saper scrivere bene in un italiano corretto è difficile e non è alla portata di tutti, anche fotografare con un certo criterio non è sempre facile. Capita di veder foto realizzate con molte luci artificiali dando sfoggio di aver studiato bene la lezioncina sul manuale (e di aver speso un sacco di soldi!), ma che risultano fredde, distaccate, troppo perfette dal punto di vista della tecnica ma ben sterili dal punto di vista della forza comunicativa e dell’impatto sull’osservatore. Altre volte invece capita di vedere foto realizzate in luce ambiente, tecnicamente “sbagliate” secondo i puristi del calcolo matematico, sottoesposte, sovraesposte, con riflessi del sole in macchina, che ti catturano immediatamente.

Personalmente amo tutto ciò che è un errore, tutto ciò che non è politically correct e vado matta per quelle fotografie in cui gli autori sono riusciti a sfruttare quel riflesso di luce, quella striscia di sole che va a colpire una parte del soggetto lasciando in ombra tutto il resto, andando a volte a coprire più che a scoprire. Vi mostro alcuni esempi di immagini in cui si è andati alla ricerca di un utilizzo della luce più creativo, interessante e diverso dal solito.

Iniziamo con uno scatto di Camilla Akrans e il suo tipico uso dei colori. In questa foto pone la modella nella luce del sole e ben sfrutta il gioco di ombre create dalle piante intorno a lei andando a creare così una texture mossa ed interessante che ben riempie la parte altrimenti vuota della scena. Il corpo della modella viene scolpito dalle luci e dalle ombre acquisendo un’ottima tridimensionalità enfatizzata ancora di più dalla gonna voluminosa e dal colore intenso che ne fa quasi una coprotagonista.

Crystal Renn by Camilla Åkrans

Emre Guven, l’autore di questi prossimi due scatti ha sfruttato sapientemente una lama di luce del sole che entrava nella splendida location in cui ha ambientato gli scatti, andando a posizionare la modella nel punto esatto per poterla illuminare lievemente e a piccoli tocchi di luci. In questo modo è riuscito a dare un’interpretazione molto elegante, d’atmosfera e dinamica della luce naturale, senza forzarla nè tantomeno impiegando luci artificiali che avrebbero tolto la magia di questa scena.

Simone W by Emre Guven for Marie Claire Turkey May 2012

E che dire di questi scatti? Sembrano tratti da un film. La luce crea un’amofera elegante, dal sapore retrò e vagamente snob, con quell’allure tipica delle dive del passato. Il fumo della sigaretta non fa altro che andare a creare ancora più la sensazione di star guardando un frame di un film noir piuttosto che una fotografia. Una luce molto importante colpisce la modella, le scolpisce i lineamenti delicati ed enfatizza quell’espressione un po’ imbronciata da diva annoiata.

Ginta Lapina by Sean & Seng for Numéro #133

Luce naturale e bianco e nero negli scatti di Patrick Demarchelier e Peter Lindbergh. Il primo ritrae Sting e sua moglie in un contesto familiare, davanti ad una grande vetrata che li illumina e li scolpisce, ma quasi senza disturbare la quiete della scena e il clima rilassato della coppia. Nella sua semplicità è meravigliosa. Come uno di quegli scatti che ritrovi negli album di famiglia, in cui hai rubato un momento di intimità dei tuoi familiari.

Scatto di genere moda per Lindbergh, invece, che posiziona il suo modello al sole ai piedi di una colonna maestosa che fa sembrare l’uomo ancora più piccolo. Interessante l’idea di riprenderlo da lontano e dare aria alla scena, anche in questo caso come fosse uno scatto rubato da un fotoreporter che coglie il suo soggetto nella luce migliore e può renderlo ancora più forte grazie al netto contrasto tra la luce e l’ombra.

Sting & Trudie Styler by Patrick Demarchelier

By Peter Lindbergh for VMan

Elizaveta Porodina a cui appartengono questi scatti è una giovane fotografa russa. Preferisce usare la luce naturale e lo fa in modo sublime. In questi scatti è riuscita a sfruttare anche le lame più piccole della luce del sole che colpivano il muro davanti a cui ha posizionato il suo modello, creando così immagini eleganti, pulite ed essenziali, ma al tempo stesso forti e movimentate.

Cosa possiamo imparare da questi fotografi? Che non è necessario avere tutta l’attrezzatura del mondo per fare delle belle foto, serve osservare la luce che ci circonda e imparare a sfruttarla a nostro favore. Il lato positivo della luce naturale è che ha varianti infinite per poter essere impiegata, starà a noi saperla individuare ed interpretare a seconda delle nostre esigenze. Quindi, la prossima volta che vi viene in mente di comprare un nuovo flash pensate bene se vi serve veramente e se avete già sperimentato abbastanza la luce del sole.

Written by Monimix

giugno 28th, 2012 at 3:16 pm

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