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Entusiasmo, grinta e umiltà: le tre regole

5 comments

Ieri sera, in una piazza a Crema, (dove vivo) c’è stato il concerto dei Pooh. Essendo proprio di fronte alle finestre del mio studio i miei e mia zia mi hanno casualmente fatto capire che non gli sarebbe dispiaciuto assistere all’evento.
Dovete capire che vivendo in provincia, gruppi di questo livello non è che li vedi tutti i giorni, e anche se non sono i Metallica, un salto a sentirli e a vedere come hanno organizzato il tutto lo si fa volentieri.
E devo dire che è stata una bella serata, e anche in questo caso c’è stato da imparare. Aldilà della comodità di starsene tranquillamente seduti e affacciati alle finestre dello studio, con tanto di ventilatore a due passi, la visuale era ottima perchè essendo al primo piano il palco era perfettamente visibile e ne ho approfittato per fare delle foto. Effetti luce spettacolare, molta grinta da questi tre sessantenni (io sarei svenuta dalla stanchezza dopo mezz’ora!) e loro lì a cantare, suonare, parlare col pubblico e ad incitarlo…
Nel bel mezzo del concerto, l’imprevisto: il gruppo elettogeno ha ceduto e il palco e la piazza son rimasti al buio. Mormorio generale, i Pooh scompaiono dietro le quinte. Passano i minuti e nulla accade. Dopo altri minuti la voce di Battaglia spiega l’accaduto scusandosi dell’inconveniente. Dopo mezz’ora ecco tornare ad accendersi le prime luci e i tre musicisti tornare sul palco tra gli applausi del pubblico in attesa (che già temeva di doversene tornare a casa).
Prende la parola Red Canzian e scusandosi per l’attesa ringrazia tutti per la pazienza e,dando prova di grande umiltà, ammette che il guasto è loro, ma che sono pronti a riprendere anche nella penombra perchè, come si dice: “The show must go on” e il loro entusiasmo viene premiato, ecco tornare tutte le luci al loro posto. Possono riprendere a suonare e a fare ciò per cui sono lì.

Questo dimostra che gli imprevisti possono succedere, se capitano a professionisti dalla carriera infinita, con anni di concerti alle spalle, e risorse importanti perchè noi dovremmo disperarci e lamentarci perchè la sfiga ha preso di mira noi? L’importante è rimboccarsi le maniche e ricominciare, mettendoci lo stesso entuasiasmo di prima. Questa è la vera risorsa e la vera forza dei professionisti, ma soprattutto di chi ama realmente il proprio lavoro.

Prendendo a prestito l’esempio fornito dai Pooh, sottolineo tre regole d’oro per affrontare anche il nostro lavoro:

  1. Entusiasmo – non deve mai mancare
  2. Grinta – per far fronte ad ogni imprevisto e non lasciarsi abbattere
  3. Umiltà – sempre e comunque, non salviamo vite umane, ci divertiamo e riusciamo pure a guadagnarci la pagnotta, non c’è bisogno di portarla alta!



Written by Monimix

luglio 4th, 2011 at 7:41 pm

Posted in notizie varie

5 Responses to 'Entusiasmo, grinta e umiltà: le tre regole'

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  1. Sembra tutto facile, ma ho due amici che fanno service luci e audio ed ogni tanto mi raccontano dei peggio imprevisti, di prese elettriche o cavi con delle cere pessime ai quali loro devono collegarsi. E’ un lavoraccio anche questo e soprattutto quando capita un imprevisto a questi livelli devi CORRERE.
    Io per fortuna mi accontento di suonare in qualche pub!!
    Un saluto veloce … ciao Monica!

    Luca

    7 lug 11 at 11:10 pm

  2. Ah no, non sembra per niente tutto facile, io resto sempre affascinata da chi gestisce luci e suoni durante gli eventi, il gestire i tempi oltre che far fronte agli imprevisti non è certo cosa da nulla! In certi eventi il dietro le quinte dovrebbe essere valorizzato di più! Tutte le responsabilità è sulle loro spalle, poretti!
    Cosa suoni?
    Un saluto e un abbraccio a te, Luca!

    Monica

    8 lug 11 at 2:09 pm

  3. Un paio di vite fa ero musicista e l’attività di service audio si sposava perfettamente con quel periodo: l’aspirazione ovviamente era quella di lavorare “sul palco”, però cominciare da dietro le quinte sembrava un buon inizio. Ma che fatica, fisica e psicologica! Però mi sentivo davvero “importante”, quando mi capitava di gestire anche i suoni dietro al mixer poi era una soddisfazione grandissima, quasi quanto quella di stare sul palco.
    Con questo post mi hai fatto rivivere quei momenti :-)

    Fabio - 2Click

    11 lug 11 at 11:50 am

  4. Grazie a te Fabio per la bella testimonianza di vita! Il dietro le quinte è il lavoro più duro, stare sul palco è solo la ciliegina sulla torta!

    Monimix

    12 lug 11 at 9:15 am

  5. Suona la batteria …. del buon folkrock americano alla Neil Young e dintorni! …

    Luca

    15 lug 11 at 12:19 am

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