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My first short movie with a reflex!

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Con molta gioia ed emozione vi segnalo il primo video ufficiale realizzato dalla qui presente:

Get the Flash Player to see the wordTube Media Player.

[Realizzato durante il servizio fotografico organizzato con il modello Sasha Marini e la stylist Rosa Palavera, pensato come fosse un piccolo cortometraggio.]
L’idea da cui è nato questo progetto, è stata quella di realizzare una storia d’impatto, drammatica, che colpisse l’osservatore e che trasmettesse un messaggio forte. Da questo primo punto è partita la mia ricerca approfondita di materiale, tra foto, video, parole, attualità mi hanno portata a scrivere questo breve ma intenso racconto.
La storia narrata in questo progetto ha una duplice interpretazione: è la storia di un uomo arrabbiato, deluso da tutto, in lotta con se stesso e il mondo che lo circonda che prende coscienza della sua realtà e che vede la sua rabbia trasformarsi pian piano in desolazione, in rassegnazione sino a giungere alla disperazione più totale e all’abbandono.
Ma è anche la metafora della società di oggi che ha lottato, ha creduto in ciò che ha fatto, ma che si rende conto di non farcela, di non aver più la forza per lottare e si lascia andare in un lento e drammatico abbandono.
Da qui la scelta di ambientare gli scatti in un’ambientazione scarna, buia, sporca, desolata come rappresentazione visiva dello stato emotivo dell’uomo che si aggira per queste strade e della società che fa da sfondo ma al tempo stesso ne è la protagonista.

Un doppio filo lega l’uomo alla società, l’uomo diventa l’interprete non solo del suo male di vivere ma anche la personificazione di una realtà più grande.

Se volete vederlo con una qualità migliore vi consiglio di andare sul mio canale Youtube:

Written by Monimix

febbraio 22nd, 2011 at 3:29 pm

Posted in fotografia,video

6 Responses to 'My first short movie with a reflex!'

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  1. sono sincero: mi lascia perplesso. mi sono preso una pausa e l’ho rivisto dopo quasi un’ora. Idem. Se da domani avrò delle fitte inspiegabili saprò che avrai fatto una bambola vudù di me e ogni tanto la starai infilzando con gli spilloni.
    Lunga vita a Sasha ma la sua interpretazione mi risulta parecchio affettata, non ha un buon controllo del proprio corpo, lo dico perché mi hanno formato in teatro ad osservare ogni virgola di un corpo che agisce. Se non è un attore mi chiedo perché preferirlo ad un attore che avrebbe reso di più?
    Negli ultimi due anni ho realizzato un progetto teatrale in un liceo della mia città producendo anche due documenti video; mi sono occupato personalmente del montaggio. Realizzare un video non è cosa facile come si può pensare, motivo per cui ammiro lo sforzo e le intenzioni con cui è stato affrontato, avete tutta la mia ammirazione. Vedendolo mi sono chiesto: “Se non avessi letto il post cosa avrei ricevuto in termini comunicativi?”
    Ormai non lo posso sapere, potrei fare un esperimento mostrandolo a qualche amico e senza appunto dare info iniziali.
    Non vorrei passare per saccente, ma mi viene da pensare: Perché fare Edge of the abyss? (perché fotografiamo?). Se la risposta è per comunicare un pensiero, credo di essermi trovato su una lunghezza d’onda diversa e mi sono perso qualcosa. Le ultime due scene hanno, a mio modesto parere, un calo di leggibilità nelle ombre: in tutto quel nero fatico a scorgere il dramma nei gesti e sul volto.
    Un input però mi è giunto: ho ripescato dalla memoria la pellicola di Brad Anderson “The Machinist”: ha una fotografia top.
    :-) :-) :-)

    Nicola Petrara

    22 feb 11 at 11:01 pm

  2. Ciao Nicola, come vanno le fitte?? hehehe scherzi a parte, grazie per la critica. La scelta di Sasha e non di un attore è perchè il video nasce legato ad un servizio fotografico di moda, quindi ecco spiegato l’arcano. Ho ripubblicato su youtube il video in cui ho schiarito alcune scene, effettivamente viste su altri video risultavano molto scure, è stato un problema di luminosità eccessiva del monitor su cui avevo fatto la post produzione.
    Mi spiace che non ti sia arrivato, l’idea era di fare un video forte, drammatico, cupo in cui mostrare la disperazione di un uomo come metafora della società. E’ stato il primo tentativo di comunicare in modo differente dalle fotografie, un terreno nuovo e molto ostico. Di certo non mi fermerò qui, ma continuerò su questa strada andando alla ricerca di un nuovo linguaggio che mi faccia comunicare meglio il mio pensiero.

    Monimix

    2 mar 11 at 10:17 am

  3. aspetto allora di vedere cose nuove :-)
    le sfide su nuovi territori portano sempre energia positiva…

    Nicola Petrara

    2 mar 11 at 1:03 pm

  4. A me piace… probabilmente sono di parte, perchè mi piace lo stile Antonelliano….ihihi hih, ma a parte l’interpretazione di sasha, ho condiviso molto la scelta del cavalletto perchè mi ricorda quei vecchi libretti che fatti scorrere veloci facevano muovere il personaggio e non l’ambiente, quindi pur rimanendo un video si lega e sposa bene con la fotografia….. aggiungo che un primo progetto e come tale deve crescere, e se Monica nelle foto fa capolavori, arriverà a farli anche nei futuri video-editoriali….

  5. Wow Fra, se vuoi lasciarmi il tuo iban ti faccio una donazione hehehhe :) Una bella iniezione di fiducia e stima, grazie mille davvero! E’ un primo passo, quindi molto migliorabile, però intanto ho iniziato a far qualcosa, poi vediamo i prossimi!

    Monica

    22 mar 11 at 6:34 pm

  6. No non ce ne bisogno…. in un periodo di confusione fotografica…dove tutti e tanti (compreso me) si sentono dei grandi artisti…. c’è qualcuno come te che fa fotografia con cuore e passione…..

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