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Riflessioni…

12 comments

Il viaggio che ho fatto mesi fa in America mi ha aiutato a capire alcune cose e a vedere la realtà da un’altra prospettiva. La qualità della vita ha la sua importanza, dobbiamo cercare di lavorare ma senza dimenticarci che lo scopo è anche quello di crescere e migliorare costantemente come persone. Se lavoriamo e basta saremo magari dei grandi nel nostro lavoro, ma una volta chiusa la porta dell’ufficio cosa siamo? Dobbiamo portare avanti le due cose contemporaneamente, non siamo schiavi del lavoro, siamo persone prima di tutto, che hanno un lavoro. Il lavoro è parte della vita, non è la nostra vita. Sarebbe riduttivo pensare che la nostra vita sia il nostro lavoro. Siamo persone formate da tanti tasselli e dobbiamo cercare di dedicare a ciascun tassello la giusta importanza e il giusto spazio.
I primi giorni che ero là, incontrare per strada persone sconosciute che ti sorridono e ti salutano mi stupiva. E questo mi ha fatto riflettere: perchè lo fanno? ma poi la seconda domanda (che dobbiamo farci tutti) è: perchè noi NON lo facciamo? perchè abbiamo paura di esser presi per pazzi, maniaci, serial killer? o pensiamo che gli altri sono solo comparse nelle nostre vite che non meritano nemmeno un sorriso?
E’ bello vedere gente che alle 9 del mattino si dirige in ufficio con il suo bicchiere di cappuccino tra le mani, che cammina (e non corre travolgendo gli altri) e ha sul volto un sorriso. Lavorano anche gli americani, (e tanto), ma sanno anche godersi la vita, godono delle piccole cose: un caffè in compagnia, una chiaccherata al tavolino del bar…
Non so, sarà l’influenza dell’oceano che ha potere calmante sui nervi, ma credo che il “farsi belli” di aver lavorato 14 ore al giorno per consegnare un lavoro non sia l’aspettativa migliore della vita. Primo perchè ti sei perso una marea di piccole cose in quel giorno, secondo perchè nessuno ti darà la medaglia come “lavoratore dell’anno”, terzo perchè il cliente non capirà il tuo sforzo ma se ne lamenterà comunque, quarto e più importante è perchè non hai vissuto.

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Written by Monimix

settembre 29th, 2010 at 4:34 pm

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12 Responses to 'Riflessioni…'

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  1. Sono parole sante, le tue, che condivido in pieno. Peccato per qualche difficoltà a praticare quotidinamente la “qualità della vita” ma persevero con l’intento di migliorare nel tempo.

    balpa

    29 set 10 at 7:30 pm

  2. Hai perfettamente ragione in toto.. Non so se sia una prerogativa degli americani o meno però credo tu abbia perfettamente ragione. Conosco molte persone che sul lavoro son diventate “grandi” ma fuori non sono nessuno. Niente amicizie, niente amori ed una depressione cronica…

    Non credo si debba far del proprio meglio nel lavoro ma credo si debba farlo nella vita..come hai detto tu in ogni sua sfaccettatura.

    Malakh Kelevra

    30 set 10 at 8:14 am

  3. Sai come la penso… Sia mai che non ci troviamo entrambe dall’altra parte dell’oceano :)

    Bruko

    30 set 10 at 8:34 am

  4. Ciao Balpa, grazie. Beh sicuramente nel quotidiano ci sono varie difficoltà logistiche, ma se si inizia facendo un piccolo passo per volta, anche solo un sorriso regalato (a noi o agli altri) noterai che anche se di poco già ti senti meglio, più positivo e pian piano la vita ricomincerà ad assumere toni meno pesanti e più rilassati. Io ci credo e ogni giorno cerco di mettere in pratica piccoli gesti e – anche se a volte il giramento di scatole è forte e tende a vanificare gli sforzi – continuo a provarci. :)

    Monimix

    30 set 10 at 9:00 am

  5. Proprio ieri parlavo con una mia amica di quanto a volte l’idea che abbiamo di una persona sia così distante dalla realtà. A volte crediamo che, visto che uno è realizzato nel lavoro sia una persona felice e che vive bene. Molto spesso capita di scavare appena sotto l’apparenza e notiamo che resta ben poco della sua vita che ci faccia pensare a lui come ad una persona realmente felice. Infatti non tollero chi si vanta di avere un lavoro e quando blaterano su cose del tipo “ah io faccio questo, io faccio quello.. tu che fai?” e sono subito pronti a guardarti con aria di sufficienza se non ti stressi la vita quanto loro. Perchè dovrei sentirmi inferiore a te perchè passi 8/10 ore chiuso in ufficio?? che tristezza ‘ste persone!

    Monimix

    30 set 10 at 9:07 am

  6. Yeah! :) sì sì, spremutina mentre guardiamo l’oceano a mo’ di pensionate ehheheh :)

    Monimix

    30 set 10 at 9:08 am

  7. Beh, io non posso che essere d’accordo al 120%. 😉

    Federico

    30 set 10 at 2:38 pm

  8. allora, o te e quell’altra (si si, dico a te, furbetta) la smettete di parlare di oceano e america… o vi banno dalla rete. Vi casso i blog. Vi tolgo dal testamento e ripudio la vostra amicizia….sob…sigh….. (invidississimissimissima)

    Barbara

    30 set 10 at 4:18 pm

  9. Ho fatto anch’io un viaggio in America e ti giuro che ho pensato le
    STESSE
    IDENTICHE
    cose!!!
    E da allora lo penso tutti i giorni, perchè ahimè, il lavoro si prende le tue ore più belle, i tuoi anni più belli, specie quando il lavoro che fai non ti piace…

    Marco

    6 ott 10 at 9:10 pm

  10. hehheeeh I know! :)

    Monimix

    7 ott 10 at 8:14 am

  11. ullalah bannate dalla rete?? ma nooooooo… guarda il lato positivo Barbara, avresti un appoggio sicuro quando verrai di là! :)

    Monimix

    7 ott 10 at 8:14 am

  12. L’America per noi è ancora un sogno, poi magari vivendoci entreremmo in contatto con la realtà quotidiana con i suoi difetti, però ammetto che già partire da un approccio come il loro per vivere realmente la vita è già un gran passo in avanti!

    Monimix

    7 ott 10 at 8:16 am

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