E’ un volo a planare…

26 02 2010

E’ di alcuni giorni fa la notizia del “volo” in passerella della super top model britannica Agyness Deyn, durante una sfilata di beneficenza a New York organizzata in favore di Haiti. Le foto e il video dell’accaduto hanno fatto subito il giro del mondo, tutte le testate e i blog si sono scatenati. Non è la prima modella a cadere in passerella, del resto povere ragazze, camminare su certi trampoli su passerelle tirate a lucido non è certo un’impresa facile. Chi di noi non si è mai impigliata un tacco tra le varie piastrelline del pavet cittadino (in certi casi abbandonandoci pure il sandalo che zoppicando viene ripreso e subito rinfilato con finta nonchalance!), o devastata una caviglia perchè correre sui tacchi come si vede fare nei film non è così scontato… Figuriamoci sfilare velocemente sotto centinaia di occhi con tacchi che a volte superano la soglia d’altezza legale !

Per una comune mortale scatta immediata l’immagine di una pala per scavarci una buca seduta stante, lei no! Agyness scivola, si schianta a terra e cosa fa? sorride, cerca di rimettersi in piedi (che con i trampoli ai piedi non è certo faicile), ricade e, se noi ci saremmo messe a strisciare invocando i santi, lei si mette a ridere, si applaude da sola, e togliendosi le scarpe torna nel dietro le quinte scalza tra gli applausi dei presenti.

Fantastica! Mi piaceva prima, ora la adoro! Apprezzavo il suo carisma e ora anche la sua autoironia. Non si è fatta prendere dal panico (comprensibilissimo!), ma ha spezzato la tensione sorridendo. Questo è un bel messaggio da dare a chi guarda al mondo della moda come ad un mondo perfetto. Può capitare di sbagliare, può capitare di cadere, l’importante è rialzarsi e sorridere, senza prendersi troppo sul serio. La moda deve trasmettere gioia!

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Per una pausa creativa…

23 02 2010

Grazie ad un tweet degli amici di Jumper sono arrivata su un sito fikissimo sui titoli dei film. Dateci un’occhiata, è veramente interessante.
Tra i tanti, ho potuto rivedere con grande piacere gli eccezionali titles di un film che ho amato tanto, Sherlock Holmes del regista Guy Ritchie.
Ottimo film sotto molti punti di vista: interpretazione magistrale e fortemente ironica di Robert Downey Jr perfetto nella parte di Sherlock che ti incolla allo schermo senza mai farti annoiare; battute divertenti che non guastano mai, ma soprattutto ciò che ho amato maggiormente è la fotografia. Un uso della luce eccezionale, emotivo, di forte impatto, una di quelle luci che mi colpiscono e mi fanno pensare: “cavoli la voglio fare anche io!”, inquadrature sapienti e una post produzione perfetta per ricreare quel mood misto di storico e moderno che ti fanno apprezzare anche la scena più banale.
E un plauso a chi ha realizzato i titoli (Danny Yount), qui un’anteprima:

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Sul sito potete vedere altre immagini e il video per poterli apprezzare al meglio. Amo letteralmente questo stile!

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Membro del consiglio direttivo… che paroloni!

17 02 2010

Ho appena saputo di esser entrata a far parte del consiglio direttivo dell’Associazione Nazionale Fotografi Professionisti. Un grazie di cuore a tutti coloro che hanno votato per me!

Vorrei approfittarne per ringraziare anche i 4 temerari che mi hanno proposta com Presidente dell’Associazione: O_o

Grazie per la fiducia, ma non esageriamo ragazzuoli ehhehehhe

M fa molto piacere vedere l’elevato numero di donne che costituiranno insieme a me il consiglio:
Silvia Bordin, Sara Lando, Yoshie Nishikawa, Barbara Zonzin

Gli altri membri del direttivo: Claudio Bonoldi, Max Cardelli, Alberto Jona Falco, Luca Monducci, Enrico Scaglia, Thomas Wiedenhofer.

Presidente: Piero Mollica
Probiviri: Settimio Benedusi, Paolo Castiglioni, Enrico Scaglia



Campagna pubblicitaria P/E 2010: Louis Vuitton

1 02 2010

Tra le nuove campagne pubblicitarie (primavera/estate 2010) risaltano gli scatti del marchio Louis Vuitton che vedono come protagonisti la fotografa Annie Leibovitz ed un suo amico di vecchia data, il ballerino e coreografo Mikhail Baryshnikov.
Per una volta davanti all’obbiettivo si pone la fotografa come coprogonista dello scatto, al posto delle solite splendide testimonials a cui siamo abituati.
Ciò che apprezzo di tale immagine, oltre alla particolarità del cambio di testimonials, è l’atmosfera che pervade lo scatto: i due protagonisti sembrano colti in un normalissimo backstage, non c’è un’impostazione forzata delle pose, ma prevale la naturalezza dei loro corpi e del loro sguardo complice che si incrocia proprio al centro della scena, dando forza al tutto.
Ottima anche la scelta del disordine intorno a loro, con libri, carte, luci ed oggetti scenografici sullo sfondo e accanto alla fotografa la sua macchina fotografica. E come sempre, a farla da padrone, un sapiente uso della luce che pervade la scena nella parte superiore quasi per abbagliare l’osservatore, andando poi a sfumare nella parte bassa ricreando un’atmosfera rarefatta ed intima che va ad accarezzare le figure dei due amici.

Vuitton



Codice a barre e messaggi nascosti…

9 12 2009

A chi di voi ultimamente non è capitato di imbattersi nei QRCode?

Per chi ancora non li conoscesse: i QRcode sono codici a barre bidimensionali (hanno forma quadrata a differenza dei normali codici a barre tradizionali) che possono facilmente essere letti dagli attuali telefoni cellulari (come per esempio l’IPhone). Possono contenere del testo oppure dei link. Scannerizzandoli con il cellulare (per Iphone esiste una applicazione gratuita chiamata: QR App) verrà convertito in testo e ci permette quindi di leggere le informazioni contenute in esso, oppure verremo automaticamente indirizzati al sito a cui fa riferimento il link (occhio quindi alle connessioni dal cellulare senza wi-fi onde evitare di spendere una fortuna se il proprio piano tariffario non lo consente!)

Per avere maggiori informazioni a riguardo o per crearvi il vostro QRcode potete andare su questo sito: www.qurify.com

Questi codici a barre vengono sempre più spesso utilizzati anche per biglietti da visita, sui siti web e sui cartelloni pubblicitari. Permettono in un istante di memorizzare dei dati e salvarli direttamente sul cellulare, senza aver bisogno di prender nota. Forte, no?
Ecco il mio biglietto da visita sotto forma di QRcode:

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