L’insegnamento della perla…

1 03 2010

L’insegnamento da trarre dalla prima perla: prima di contattare qualcuno informarsi su di lui, almeno evitiamo di far figure e di finire nel libro delle citazioni (a meno che sia la nostra massima aspirazione!).

Un consiglio per aspiranti assistenti: sarebbe bello dare l’idea di aver almeno fatto una piccola selezione sui fotografi da contattare per evitare di dar l’impressione del “pesco nel mucchio e prima o poi qualcuno mi risponderà” e che la scelta ha un senso (per es. scegliamo il tal fotografo perchè è affine al nostro stile e gusto).

Io son ciofane e non sono permalosa, ma tanti altri vi scarterebbero solo per questo motivo! Se uno è un’ottimista vi può considerare simpatici o creativi, altri vi considererebbero poco furbi. Occhio!



E luce fu… (1° puntata)

4 03 2008

Molto spesso mi capita di ricevere e-mail con domande e richieste di consigli relative all’illuminazione nella fotografia.
Ho deciso quindi di pubblicare sul mio blog degli articoli relativi a questo argomento per dar modo a chi lo ritenesse utile di apprendere qualche nozione.Se volete informazioni relative ad altri argomenti legati al mondo della fotografia, scrivetemi che sarò ben lieta di pubblicare nuovi articoli sui temi da voi richiesti.

Prima di tutto una brevissima descrizione sul significato della parola fotografia; questo termine ha origine da due parole greche: phos (luce) e graphis (scrittura). Letteralmente quindi fotografia significa scrivere con la luce. Da qui si deduce l’importanza fondamentale della luce nel lavoro del fotografo.
Da essa dipende gran parte del risultato del nostro lavoro, perché sarà proprio il tipo di illuminazione scelto che darà una determinata atmosfera alla fotografia e ci permetterà di comunicare un preciso stato d’animo.

La domanda che più volte mi sento rivolgere è: che tipo di luce è meglio acquistare?
Per rispondere a questa domanda, dovete capire prima di tutto cosa volete ritrarre e che effetto volete ottenere. Volete ritrarre una persona, un oggetto, un luogo? A seconda del soggetto del vostro scatto ci sarà una luce più appropriata da scegliere.

La luce si può suddividere in due principali tipologie: luce “dura” e luce “morbida”. La luce “dura” è quella che crea un netto contrasto tra le zone in ombra e le zone illuminate; la luce “morbida” smorza questo contrasto e produce ombre molto leggere.

Un altro aspetto importante che dovete considerare nel momento in cui scegliete un tipo di luce, è la sua dominante cromatica, in questo caso la distinguiamo in altre due tipologie: luce calda e luce fredda. La prima produce toni virati al giallo e al rosso come la luce solare, la seconda invece creerà toni virati al blu, come in una giornata nuvolosa.

La scelta della dominante cromatica è sempre correlata al tipo di atmosfera che vogliamo creare. Leggi il resto di questo articolo »



Chiedete e vi sarà dato…

18 10 2007

Ogni giorno ricevo parecchie email, molte di queste sono richieste di preventivo per vari servizi.Sul mio sito la pagina contatti è stata modificata già da ormai quattro o cinque mesi aggiungedo un bel menu a tendina con le voci da selezionare per semplificare ancora di più la vita al navigante in balia delle onde e per differenziare sin da subito il contenuto dell’email che ricevo.

Le voci sono tre e molto differenziate:

  1. mi propongo come modella/o
  2. messaggio per Monimix
  3. richiesta preventivo per servizi.

Due righe sopra questo form ci sono due brevi descrizioni che riportano i seguenti testi: Serve un preventivo? Per favore,nel corpo del messaggio fornisci informazioni sufficienti sul progetto oppure allega un documento esplicativo. Non dimenticare di inserire nel messaggio anche il tuo indirizzo e un recapito telefonico.
Sei una modella? Ti chiedo gentilmente di allegare almeno una foto e il tuo curriculum e di specificare, nel messaggio, a cosa sei interessata (hai bisogno di un book? vuoi segnalarti per eventuali lavori? etc…).

Dove sta il problema vi chiederete? perchè ci scrivo un post?

Perché nonostante ci sia scritto tutto e sia anche ben chiaro ricevo ancora email di questo tipo:
testo del messaggio: “calendario 2008, per privato” niente firma, niente telefono, niente buongiorno - buonasera…
un altro esempio:
testo del messaggio: “mi propongo come modella” e ovviamente non mandano nè una foto, nè un curriculum, nè informazioni utili per farmi un’idea…

O ancora peggio “mi propongo per lavori pagati”, ma pensa… io di solito lavoro per la gloria… è anche superfluo dirlo, è implicito che uno voglia esser pagato!

Sul mio sito, per caso, c’è scritto che sono un’indovina? vedete scritto da qualche parte: “contattatemi e la maga Circe mi dirà tutto di voi”?
E’ tanto difficile inviare delle foto se vi candidate come modelle, visto che il vostro lavoro si basa sull’immagine? capisco se vi candidate come segretarie e mi inviate il curriculum scritto in word… ma se volete presentarvi per un lavoro da modella dovete, come minimo, mandarmi una vostra foto, o un sito web di riferimento, altrimenti come posso tenervi in considerazione per eventuali collaborazioni?

Ancora peggio chi mi chiede un preventivo e non mi dà alcuna informazione in merito a ciò che vuole. Me lo sogno?
D’accordo, non siete dell’ambiente, ma santo cielo quando andate dal macellaio e chiedete un chilo di carne non è che siete macellai mancati! Se volete un petto di pollo non è che chiedete semplicemente un petto… o sì? inizia a sorge rmiil dubbio… ;)

Ciò che vorrei farvi capire è che nel momento in cui ricevo una mail generica, vi devo per forza scrivere facendo tutta una serie di domande da cui trarre le informazioni base di ciò che avete in mente, altrimenti il preventivo da solo non si fa. E si perde ulteriore tempo… considerate tutte le mail dello stesso tipo che ricevo vi lascio immaginare quanto tempo passo a scrivere email…

L’importante è che nella vostra richiesta ci sia spiegato cosa volete (un ritratto, un calendario, un book…), di dove siete e per quando vi serve… ma soprattutto il cosa sarebbe già sufficiente!!!

Questo post vuole essere di pubblica utilità per aiutare voi nelle richieste e per agevolare anche il mio lavoro. Grazie a chi ne terrà conto.



Il rapporto con la modella

31 08 2007

Lo spunto per questo post mi nasce da una mail ricevuta ieri da un fotografo in cui mi fa tanti complimenti per i miei lavori e soprattutto mi scrive che in ogni mio scatto si percepisce la tanquillità e la serenità con cui le modelle posano davanti a me.
Da qui l’idea di scrivere un post su questo aspetto del mio lavoro che non sempre è facile da ottenere.

Quando ho iniziato a fare questo lavoro ho dovuto imparare tutto da sola, e se per quanto riguarda la tecnica ci sono i libri, e internet che ti vengono in aiuto, un aspetto che purtroppo non si impara sui libri è proprio il rapporto con le modelle.

Questa è stata la parte più impegnativa da conquistare, più che altro per la naturale “diffidenza” provata davanti all’obbiettivo di una fotocamera. Non tutti reagiscono allo stesso modo davanti alla fotocamera, c’è chi si scioglie subito chi ci mette un po’ più di tempo, ma un po’ tutti i primi attimi lì davanti con le luci addosso si sentono spaesati.

La cosa che ritengo indispensabile è il dialogo con loro, ci parlo parecchio: nei primi contatti via email quando mi chiedono informazioni, cerco di dare il maggior numero di dettagli possibili su come si svolgerà lo shooting, in modo che quando vengono in studio hanno già un minimo di idea.

Una volta in studio cerco di conoscerle nei vari momenti liberi, come durante il trucco; ma anche durante gli scatti, qualunque ombra mi sembra di percepire, mi fermo, abbasso la macchina e chiedo se va tutto bene… alla fine ho capito che è il metodo migliore, loro capiscono che non sono lì per strappar via “l’anima dai loro corpi”, ma che capisco le difficoltà e sono al loro fianco.

Le pose le studiamo insieme, se non riescono o sono bloccate spiego cosa vorrei, sia come emozione da trasmettere sia praticamente la figura da fare… Insomma, mi metto sul loro piano e loro si tranquillizzano, sanno di non essere abbandonate a loro stesse, nè che io sono lì a prenderle in giro o a giudicarle. Perché ho più volte notato che la paura più ricorrente è quella di sembrare delle stupide, a far mosse assurde… basta dir loro che devono prenderlo come un gioco con ironia e autoironia, e la maggior parte di loro si scioglie…



L’inizio dell’attività

23 07 2007

Spesso mi è capitato di ricevere mail da ragazzi che vogliono iniziare l’attività di fotografi.

Da una parte la cosa mi inorgoglisce molto e il mio ego è in pace col mondo, perché vuol dire che guardando i lavoro sul mio sito la gente apprezza il mio operato e mi ritiene degna di poter insegnare a qualcuno ciò che so. Dall’altra mi fa sorridere, perché è passato così poco da quando ero io nella loro situazione, che mi sembra stranissimo ricevere le loro mail.

Le loro domande, i loro dubbi, sono le domande e i dubbi che ho avuto io, e molto volentieri se posso dò un consiglio.

Molti mi chiedono su cosa fare per iniziare l’attività, dove cercare, come proporsi…
Ciò che dico loro è frutto della mia esperienza, maturata nel corso di questi ultimi anni, da autodidatta, perché nessuno mi ha concesso l’occasione di fare da assistente, ma con la mia testardaggine, la mia tenacia e soprattutto la grande passione che mi sostiene giorno dopo giorno, ho imparato veramente tante cose. Ovvio, che ci voglia più tempo, far tutto da soli, senza una guida, senza qualcuno che ti dica cosa fare, come e quando, persino recuperare il materiale per lo studio non è così facile! Ci si deve rimboccare le maniche, armarsi di santa pazienza e fare ricerche nel web su vari canali alla ricerca di notizie utili, di materiali, di modelle, di idee…

L’inizio dell’attività non è un passo facile, soprattutto in questi tempi (ma è un discorso che vale per tutti i settori, non solo per la fotografia), ma non impossibile.

La frase che mi ripeto più spesso è: “tutto è possibile, per l’impossibile ci vuole solo più tempo”.

Quando cercavo di fare pratica da qualche fotografo già avviato le risposte che ottenevo erano le stesse che ricevono i ragazzi che mi scrivono. Bisogna fare una scrematura tra le risposte ottenute, perché ci sono molti che dicono il vero e molti che cercano di scoraggiare i giovani forse per timore della concorrenza. E’ vero, ci sono periodi difficili in cui si fatica a guadagnare, come questo, perché con l’avvento del digitale tanti preferiscono farsi le foto “in casa” senza ricorrere ad un fotografo professionista, inoltre il numero di fotografi è sempre più vasto e quindi il lavoro deve essere diviso fra molte più persone.

Fattore da non sottovalutare è che in Italia chi ha la facoltà di decidere, preferisce chiamare fotografi stranieri per la solita mania di esterofilia!

Molti pensano che con tutte le ragazze che vogliono farsi fotografare, non sia un problema trovare modelle e quindi guadagni. Non è così scontato che siano esse la fonte di guadagni, anzi!

Se una ragazza è troppo giovane magari non si può permettere un book vero e proprio per il costo, oppure per chi aspira a fare la fotomodella c’è una collaborazione coi fotografi (TFCD o TFP) in cui lei posa in cambio delle foto e il fotografo ha la possibilità di avere una modella gratuitamente da conoscere ed eventualmente richiamare in occasione di un lavoro retribuito.

Purtroppo non è facile. Prima di tutto bisogna avere una grande passione che ci sostiene anche nei momenti difficili, ma da sola non basta, serve un grande sforzo per quanto riguarda il marketing; mi spiego: cercare il più possibile di farsi vedere, iniziando da internet (essere presente con un proprio sito web, pubblicare foto nelle varie community fotografiche italiane e internazionali, iscriversi ai siti di casting di modelle mostrando loro i propri lavori, ecc..) per poi presentarsi alle agenzie di modelle, riviste, gallerie, ecc…

Un altro passo importante è cercare di creare una rete di conoscenze sempre più vasta che ci permetta di sapere a chi rivolgerci in caso di necessità.

Sono tutte cose che impegnano parecchio tempo, sottraendolo alla fotografia stessa, ma è necessario per farla diventare un’attività vera e propria.

Il rapporto coi clienti poi è una delle cose più complicate.. ma a questo argomento dedicherò un altro post, ci son troppe cose da dire…