Come si organizza un lavoro senza budget?

5 11 2008

Vi è mai capitato di dover realizzare servizi, magari per una rivista, senza avere a disposizione alcun budget? Alzi la mano a chi non è mai capitato!

Può capitare di scegliere di fare un lavoro gratis, ma in questi casi è importante selezionare con attenzione le richieste; conviene accettare solo i lavori che possono essere utili alla nostra crescita professionale e ci possono dare visibilità e un ritorno positivo in termini di immagine.
Altro aspetto di non secondaria importanza è operare la scelta sulla base di lavori che ci diano realmente la possibilità di fare qualcosa di creativo, lasciandoci liberi di far fluire le idee e quindi sperimentare ciò che magari non potremmo fare in un lavoro retribuito.

L’altro lato della medaglia è che quando si lasciano scorrere troppo liberamente le idee chissà perché ci si ritrova spesso a impallidire pensando “e ora come la realizzo?” perché purtroppo molte delle cose che si vorrebbero fare richiedono degli investimenti notevoli, come per esempio andare a scattare tra le dune del deserto o i ghiacci della Lapponia, scenari bellissimi ma un po’ carucci dal punto di vista del viaggio se non siamo almeno rimborsati!

Una volta deciso di affrontare tale sfida caosa dobbiamo fare?
La prima cosa è: accertarsi di avere il sostegno dei collaboratori necessari, tra cui stylist, makeup-artist ed hair-stylist. Anche loro devono approvare il fatto che questo progetto avrà un tornaconto in termini di pubblicità e non di soldi; si deve quindi vedere come investimento per il futuro.
Nel caso non diano la loro disponibilità, è meglio rinunciare al servizio piuttosto che tentare di “fare da sé” producendo poi un risultato in cui la modella avrà un solo vestito o la riga dell’eyeliner sul sopracciglio ;) Se viene a mancare l’apporto del team, per quanto le foto possano essere belle, si noterà che mancava la mano del truccatore o l’attenzione ai dettagli della stylist.

Seconda cosa importante: organizzare un lavoro senza budget ci permette di imparare a gestire l’intero workflow investendo il minimo. Questo aspetto sarà importantissimo anche nel caso di lavori retribuiti perché ci permetterà di tagliare spese superflue e sprechi ove possibile. Facendo la gioia dei clienti ;)

Ora vediamo nello specifico cosa fare per organizzare un servizio che sia creativo, ma che non ci faccia investire troppi soldi (visto che di cognome non facciamo Gates o Berlusconi!).

Se stiamo organizzando un lavoro per una rivista, in genere, è la redazione (o l’art director o il fashion editor) a dare un tema per il servizio, quindi la prima cosa da fare è trovare un’idea originale.
Quando pensiamo ad un’idea dobbiamo anche pensare che nel numero in cui verrà pubblicato il nostro servizio, anche gli altri avranno lo stesso tema, quindi dovremo sforzarci di interpretare quel tema in modo originale, affinchè il nostro servizio si distingua tra tutti colpendo il lettore e si faccia ricordare. Per esempio, se il tema è il freddo evitiamo di metter la modella sulla neve. E’ scontato, molti lo faranno o ci penseranno, di certo non ci distingueremmo per l’originalità!

Ottimo, ora abbiamo un’idea. Cosa facciamo? dobbiamo organizzare lo shooting.
A questo punto entra in campo il team di collaboratori. Dobbiamo spiegar loro la nostra idea e cosa vogliamo ottenere con la massima dovizia di particolari in modo che la stylist sia agevolata nello scegliere gli abiti che meglio veicoleranno il nostro messaggio e il makeup-artist/hair-stylist possa progettare il trucco e la pettinatura più efficaci per rendere al meglio il mood (parola molto in vofa e molto trendy per indicare il messaggio da veicolare, lo stile…).

Una volta deciso il tutto si va alla ricerca degli abiti passando attraverso gli uffici stampa; una buona stylist riuscirà a ottenere abiti di ottime marche puntando sul proprio nome, sul valore della rivista e sul ritorno in pubblicità per il marchio.

Cosa manca? Indovina indovinello… La modella (o i modelli)! Ci sono due strade: contattare delle modelle freelance di nostra conoscenza che sappiamo essere in gamba e siano disponibili anche a lavorare gratis, oppure possiamo contattare le agenzie di modelle/i che ci forniranno alcune loro risorse gratuitamente con la prospettiva di ottenere in cambio scatti di qualità che la modella possa poi “utilizzare efficacemente per promuovere la propria carriera. Anche in questo caso è fondamentale chiarire immediatamente con l’agenzia che si tratta di un lavoro senza budget, in modo che possano proporvi solo le modelle e i modelli che necessitano di questo tipo di “scambio”.

Pensate di aver finito? Eh no cari miei…la parte più difficile deve ancora venire: trovare delle location adatte, senza pagare gli affitti astronomici che spesso ci si sente chiedere.
In questo caso le conoscenze (e una abbondante dose di faccia tosta) sono la via migliore per raggiungere il nostro scopo.
Ad esempio, per un servizio che ho realizzato sono riuscita ad avere a disposizione addirittura una chiesa, nonostante la reticenza del parroco, grazie ad alcune conoscenze comuni.

Inutile sognare a occhi aperti, quando il servizio è senza budget si deve imparare a selezionare le location anche in base alle reali prospettive di riuscire ad ottenerle senza dover pagare.
A chi non piacerebbe scattare in un hotel extra lusso da 7 stelle? Ma se non sei il fratello del direttore, è inutile persino chiederlo. Non a tutti interessa la pubblicità indotta, potrà sembrare assurdo, ma ad oggi questo è ciò che conferma la mia esperienza.

Bene, ora abbiamo: un truccatore, un parrucchiere, una stylist, una modella, una location tutto senza spendere un centesimo. Che si fa? Si scatta, si ride, si scherza, e si realizza il servizio!
Per l’articolo “serio” potete vedere il numero 13 di Fashion Ph!



Il talento

24 10 2008

Oggi parliamo di Talento. Lo sapevate che nell’antichità il talento era un’antica unità di misura? I Babilonesi ed i Sumeri avevano un sistema in cui 60 shekel formavano una mina e 60 mine formavano un talento.
Per i romani il talento era formato da 100 libbre che avevano una massa inferiore alla mina.
Quando era usato come misura monetaria, si intendeva un talento di oro, e quindi il peso di una persona in oro.
C’è persino una parabola che parla di talenti: è una Parabola di Gesù raccontata nel Vangelo secondo Matteo 25,14-30
La parabola parla di un uomo che parte per un viaggio ed affida i suoi beni ai suoi servi. Ad un servo affida cinque talenti, ad un secondo due talenti e ad un terzo un talento. I primi due, sfruttando la somma ricevuta, riescono a raddoppiarne l’importo; il terzo invece va a nascondere il talento ricevuto.
Quando il padrone ritorna apprezza l’operato dei primi due servi; invece condanna il comportamento dell’ultimo.
Ciò che significa che per entrare nel regno dei cieli occorre far fruttare i propri talenti (cioè le proprie capacità).
Religione a parte, il messaggio è chiaro: se hai un talento devi sfruttarlo.

Mi è capitato di ricevere complimenti da persone che mi dicevano: “Tu hai talento!”, e molte volte mi sono chiesta cosa volesse dire questa frase: “Avere talento”.

Non sta a me dire se ho talento e se sono una brava fotografa, anche perché preferisco far parlare le mie foto, se avessi preferito le parole alle immagini, ora sarei una scrittrice.

Credo che la parabola centri appieno il punto, per riuscire nella vita bisogna far fruttare le proprie capacità.
Come molti anch’io cerco di dare sempre il massimo, impegnandomi, studiando e cercando sempre nuovi stimoli, ma questo purtroppo mi sono resa conto che non sempre basta. Nel mondo del lavoro non basta impegnarsi per ottenere risultati, serve di più. Questo “di più” è chiamato in molti modi, c’è chi lo chiama “marketing”, chi “spintarella”, chi “raccomandazione”, chi “favore” e via dicendo…

Io credo che il sapersi vendere bene sia diventata l’unica cosa che ormai conti. Ho visto persone che qualitativamente non erano granché passare davanti ad altri molto più qualificati solo perché sapevano parlare di loro e dei loro lavori in modo aulico, fa niente se poi era tutta aria fritta.
A chi ti deve dar lavoro piace sentir parlare, e questo lo dico col rammarico di una timida troppo sincera che non sa raccontar panzane…



News

11 09 2008

Ed eccoci a settembre; dopo gli ultimi mesi intensi eccomi tornata ad aggiornare il blog e il sito con i risultati di alcuni dei lavori realizzati.

Se volete dare un’occhiata, ci sono nuove foto nelle gallery Glamour e Advertising.

Finalmente online gli scatti fatti insieme alla modella Kyra, immersa nella natura (e alle zanzare!) e i ritratti molto forti ed emotivi realizzati con Marianna De Rossi (li ho volutamente inseriti nella sezione Glamour perchè trovo che a volte basta solo uno sguardo per esprimere forza e sensualità, senza mostrare null’altro).

Nella sezione dei lavori commerciali ho inserito le copertine realizzate per la Mondadori (WoW), per il libro “Di nuovo viva” della scrittrice Cloe Janvier e la cover del libro “Dio di tutti” dello scrittore Drake D. Taylor che ha scelto il mio scatto fine art: “Chains of misery”.

Presto spero di poter pubblicare anche gli ultimi servizi realizzati per l’agenzia di comunicazione Echodesign, per l’azienda DoubleCrazye e il servizio redazionale per la rivista Made05.

Ci sono novità anche nella pagina “Mi scrivono…” con le bellissime parole di stima che mi scrivete sempre; nella pagina “About Monimix” ho aggiunto anche la valutazione critica scritta da Roberto Tomesani (coordinatore di Tau Visual) in occasione della partecipazione al Premio Fotografico 2008. Lasciatemi gongolare un po’!

Beh, di novità ce ne sono, no? e altre ne arriveranno presto!



HP ha scelto…

21 05 2008

Tempo fa ho partecipato ad una master class organizzata da HP e c’era la possibilità di inviare una propria fotografia in modo che venisse stampata con i modelli più recenti di stampanti fotografiche della famosa azienda informatica. Io ho inviato “The Queen of Light” e HP l’ha stampata con una stampante da sogno, un DesignJet Z3100 Photo.

Tra tutte le foto di tutte le master class che hanno organizzato in tutto il mondo ne hanno poi selezionato un ridottissimo numero che, a loro avviso, meglio rappresentano le qualità di stampa delle loro stampanti high-end. E la mia foto è stata scelta!

E’ un riconoscimento che mi riempie di orgoglio e mi dà fiducia per il futuro, nonostante il momento di crisi che tutto il settore della fotografia sta attraversando in questo periodo storico. Ringrazio quindi HP e tutti coloro che hanno creduto e credono in me! Andiamo avanti…



The Queen of Light - My New Website

15 05 2008

Questo post è per quelli di voi che non lo hanno ancora visitato, per quelli di voi che ne sentivano il bisogno (ovviamente è sarcasmo!), per quelli a cui un sito solo non basta, per quelli di voi che hanno voglia di perdere un po’ del loro tempo su un altro sito di fotografia, per quelli di voi che non ne possono più di perdersi nella navigazione delle mille pagine delle gallerie, insomma… Questo sito è per voi!

Tutta questa introduzione per dirvi che è online un mio nuovo sito: www.thequeenoflight.com

Un sito veloce e leggero da navigare, fatto solo di immagini e nessuna parola. Buona navigazione!