Il fotoritocco
29 11 2007Oggi voglio affrontare un tema particolarmente “caldo” in fotografia, spesso dibattuto tra fotografi, modelle e addetti ai lavori, ovvero il fotoritocco.
Ossia quello che da molti è visto come un metodo per migliorare una foto, ma che per moltissimi altri, purtroppo, è considerato un miracolo di Dio che trasforma ragazze della porta accanto in top model allungando gambe, spostando nasi e occhi, e perché no smussando rotolini e creando dee da venerare.
Partiamo dal principio: molto spesso, prima ancora di iniziare a scattare la prima foto la cosa che mi sento sempre chiedere è: “Ma poi le occhiaie me le togli?”
Per passare alla seconda foto in cui mi sento chiedere: “Ma il brufoletto me lo togli?”
Per giungere alla terza fatidica domanda: “Ma poi, se si vede il rotolino me lo togli?”
Partendo dal presupposto che sono una fotografa e non un chirurgo plastico, posso cominciare a scattare o mi devi elencare tutti i tuoi difetti estetici? Modelle tranquillizzatevi, tanto lo sapete che esiste quel gran figaccione di photoshop, non fate finta di non sapere che con la sola imposizione del mouse il sopracitato guru vi fa sparire come d’incanto brufoletti, cicatrici, e segni dalla pelle lasciandovela come quella di un neonato.
Io sono dell’idea che i difetti temporanei come quelli della pelle si possono far sparire tranquillamente, sfido qualunque direttore di casting a scoprire che in quello shooting avevate un cratere sulla fronte che ora è magicamente sparito.
Un bel fotoritocco è quello in cui questi difettucci spariscono, lasciando un aspetto naturale alla modella, se le si vedono i pori della pelle non è un dramma, vuol dire che non è di plastica!
Quello che non sopporto sono coloro che usano photoshop come un bisturi e tagliano via porzioni di carne dalla pancia, o dalle gambe delle modelle; o ancora quelli che raddrizzano nasi, spostano occhi, alzano gli zigomi e via dicendo ottenendo una foto di una modella bellissima ma che non esiste.
Purtroppo ciò che questo atteggiamento comporta è il danno che viene fatto agli altri fotografi o addetti ai casting che devono selezionare le modelle e alle modelle stesse.
Mi è capitato di trovarmi davanti una modella e far fatica a riconoscere in lei la persona che avevo visto in foto. Mi chiedo: ma a chi giova un comportamento di questo tipo?
La modella che si presenta ai casting verrà scartata se chi l’ha chiamata pensava a lei come alla ragazza vista in foto. Il fotografo che la chiama perderà del tempo se aveva pensato a lei per un progetto e una volta vista di persona non c’entra niente con l’idea che si era fatto.
Il “chirurgo grafico” avrà sì un portfolio con foto di modelle bellissime, ma molto spesso si vede che sono lavori di grafica e non reali fotografie.
La domanda mi sorge spontanea: Perché?
Ma mi chiedo anche come fa una modella a presentarsi ai casting con foto così ritoccate. Non vedi che non sei più tu? Non credo sia così piacevole venir scartata con la motivazione che tu non sei quella nella foto, no?
Vi voglio raccontare un breve episodio che riassume tutto questo; tempo fa ad una serata in cui erano presenti delle modelle semi professioniste ne ho vista una che era carina ma aveva un naso molto importante rispetto al viso minuto. Tempo dopo l’ho rivista su internet e a stento l’ho riconosciuta. Non capivo se era lei perché c’era qualcosa di diverso, ma che non riuscivo a mettere a fuoco. Poi una folgorazione! Il naso… sì il suo naso era cambiato! E non per una plastica! Da un naso alla Cyrano era passata ad un nasino alla francese!
Ora, io mi chiedo e mi domando: se io non l’avessi vista di persona, ma vedendo le sue foto su internet l’avessi chiamata per un lavoro di beauty, come pensate che avrei reagito trovandomela davanti totalmente diversa da com’era in foto?
E purtroppo ce ne sono tante di foto falsate, sempre di più e diventa sempre più difficile individuare le modelle vere da quelle falsate.
Mi è anche capitato che questa mania della ricerca della perfezione irreale si riflettesse anche in persone che mi chiedevano foto per loro stesse. La motivazione per cui vogliono foto è che vogliono un ricordo di questi anni, ma poi mi sento chiedere di smussare la pancia, di togliere le occhiaie… ma perchè? se vuoi un ricordo di te perché vuoi falsare le foto?
Capisco che in pubblicità e sulle riviste si vedono donne perfette senza apparenti difetti, ma sono studiate apposta per quel determinato lavoro. Molto diverso il discorso se si fanno foto ad una modella che si presenta al casting portando solo le foto straritoccate.
Ci sono tanti trucchetti per minimizzare certi difetti, una posa del corpo ben studiata aiuta a nascondere un filo di pancetta o cosce robuste, così come spostando leggermente il viso si può mascherare un naso difficile, o cambiando punto di ripresa si può dar l’idea che la modella sia più alta e magra; molto importante anche l’utilizzo delle luci che aiutano a sfinare e a nascondere.
Cerchiamo di studiare la persona che abbiamo davanti e lo scatto migliore per lei mentre siamo sul set, non limitiamoci a correggere gli errori a computer perché altrimenti rischiamo di diventare grafici più che fotografi!







Salve,
Mi sono ritrovato a leggere questo condivisibile sfogo che negli ultimi tempi è scaduto nel banale.
La morale non è più applicabile in un mondo della fotografia dove è il prodotto quello che conta.
Raccogliendo l’invito a banalizzare, esemplifico considerando le ragazze che escono su copertine di giornali seri, sicuramente frutto di più ore di laboratorio grafico che di studio della fotografia. Esagerando porterei l’esempio della televisione, dove ho avuto modo di lavorare e dove il risultato visivo è frutto di macchinose sedute di trucco.
La modella che conserva e presenta foto con le rughe, imperfezioni fisiche o -colgo dal racconto di sua vita quotidiana- un naso pronunciato che potrebbe rovinare la carriera di un bellissimo viso, non avrà alcun futuro in questo mondo.
Inutile prendersela con le modelle, a loro viene data l’imposizione: o sono perfette o verranno escluse.
Un’esigenza da colmare per poter rimanere in corsa, prestano la loro immagine e non per sembrare più belle quanto per rendersi più idonee alle richieste lavorative.
Poco sotto ho notato il lavoro del backstage, complimenti vivi.
A scopo di riflessione, vorrei far notare che il trucco ha -secondo la teoria espressa nell’argomento sul fotoritocco da lei trattato- sfalsato tutto il lavoro.
Noi cerchiamo di adattarci alle esigenze del mercato.
Ci siamo dentro.
Predicare una moralità che va contro quella del nostro lavoro è come tendere all’ipocrisia.
Rinnovati Saluti,
M. Pergolati
La ringrazio per il commento che mi ha scritto. Mi permetta di dissentire riguardo al make up; un trucco fatto bene può esaltare una persona, migliorarla a volte, ma non cambia i lineamenti falsificando la figura.
Io vedo il trucco come uno strumento utile e necessario per rendere al meglio una modella, le rughe stanno benissimo su un viso interessante come quello di un uomo o di una donna avanti con l’età, su modelle di vent’anni il brufoletto di turno stona e basta. Del resto non nascondiamoci dietro un dito, se per strada passano due donne, una alta, bionda e truccata attira molti più sguardi di una donna bassa, struccata e magari infagottata in un maglione. Quello che volevo dire col mio post non è ipocrita so cosa vuole il mercato e glielo fornisco senza stravolgere le modelle solo eliminando piccoli difettucci. Molte di queste modelle (come Liza nel video del backstage) sono già bellissime di loro, il trucco è solo un modo per esaltarle.
Concordo al 100% con la sottile analisi di Monimix. Ben venga il fotoritocco se usato con la dovuta saggezza, ma un deciso NO all’uso di PhotoShop come un bisturi per chirurgia estetica!
Ho letto con interesse questa riflessione (e piccolo “sfogo”) di Monimix e devo dire che mi ha trovato sostanzialmente d’accordo e che ne comprendo le ragioni.
Con PS in effetti si possono stravolgere, o quasi, i lineamenti di una persona, ma credo che esasperare sino a tal punto questa possibilità si riveli alla fin fine controproducente e forse anche irrispettoso nei confronti della modella stessa.
Sia ben chiaro, è evidente che PS è indispensabile: un flash laterale può rendere i pori della pelle dei piccoli crateri e quel brufoletto che l’occhio umano (le cui enormi capacità di adattamento non sono quelle dell’obiettivo) appena percepiva, al computer diventa un piccola montagna che attira l’occhio come una calamita.
Non è questo il punto, ovviamente. Il “trucco” secondo me sta nel togliere i difetti della persona ma quasi senza far capire … che si è intervenuti.
Non sono un fotografo di professione (sono solo un grande appassionato), ma seguendo particolarmente il genere del ritratto fotografico anche a me è capitato di frequente di trovarmi di fronte a modelle la cui fisionomia o caratteristiche erano completamente diverse da quelle di alcune immagini che avevo visto: posso ben capire quindi quale spiacevole “sorpresa” sia per un fotografo che aveva selezionato una modella per un determinato lavoro commerciale, ritrovarsi con una persona che non risponda alle sue aspettative, con conseguente perdita di tempo e quant’altro…
Ma non solo: non sono nemmeno convinto che la modella (che certo non è stupida…) che si rivede completamente trasfigurata sia poi così contenta del lavoro del fotografo: come fa a non pensare che se è stato “necessario” intervenire così pesantemente sulla sua figura è perché poco o nulla di lei andava bene al fotografo? E’ inutile far finta di nulla: lei non si riconoscerà mai in quel ritratto e se magari in un primo momento potrà apprezzare il risultato (o, meglio, la sorpresa…!) credo che a lungo andare questo non sia affatto gratificante.
Credo quindi che il vero, bravo, fotografo, sia quello che riesca a cogliere tutti i lati migliori e gli aspetti positivi della modella già in fase di ripresa, e sappia poi intervenire con un sapiente ma “delicato” lavoro di PS al fine di togliere tutti gli ulteriori difetti ed imperfezioni, rendendola sì la modella più bella di quello che realmente è e facendo così capire le sue vere potenzialità, ma senza trasformarla in una bambolona di plastica completamente finta ed irriconoscibile, come ho visto in vari casi.
E non credo proprio che le leggi del mercato impongano questo…
Grazie di cuore Adolfo per la tua attenta analisi! Sono contenta che anche tu condivida il mio pensiero
Voglio condividere il tuo pensiero commentandolo. Mi trovo da poco tempo a lavorare con modelle non professioniste in studio dopo aver lavorato moltissimo per quotidiani di cronaca, perciò per ora mi sto solamente avvicinando a questa dimensione fotografica, ma mi è già capitato di dovermi scontrare con certe richieste di fotoritocco. é triste, ma a volte è meglio correggere certi piccoli errori, mantenendo però una naturalezza nella foto indiscutibile. In proposito avrei una domanda: pprte difetti gravi come cicatrici o nei oversize, il resto si può correggere con un buon make up??? IO CREDO DI SI!!!!
Complimenti per i lavori, ho visto i video dei backstage e li ho trovati quasi didattici!!!
P:s: Ma prima degli scanner e del digitale correggevano le foto col bianchetto?????
A presto
Salve Monica,
devo dire, se me lo permetti, che l’analisi che fai non è corretta.
O meglio, lo è solo ed esclusivamente se guardata all’interno di un lavoro fotografico inerente ad un servizio-book per modelle/i.
In TUTTI gli altri casi porre un limite a post-produzione o fotoritocco significa escludere un numero esorbitante di settori commerciali che usufruiscono di immagini.
Agenzie per modelle o studi fotografico di una certa “capacità” questo lo sanno e le foto che richiedono per le valutazioni devono avere parametri ben precisi che vengono richiesti alla modella (o segnalati nel sito internet). Pena l’esclusione dal casting.
Leggo spesso su blog interventi di fotografi che espongono queste teorie, ma in realtà si tratta SEMPRE di fotoamatori che in realtà realizzano quasi prettamente servizi in modalità di collaborazione reciproca con modelle che in realtà non lo sono affatto senza oltretutto creare distinzioni tra “foto per il mio portfolio” e “foto per il tuo portfolio” cosa che sarebbe sicuramente opportuna. Non è cmq eliminando il fotoritocco che si ottengono i cosiddetti “scatti/agenzia”. Esistono parametri molto precisi e non parlo solo di luce e pose . Per esempio, non prevedono assolutamente particolare trucco & parruco, addirittura per loro più “dannoso” di un abbondante fotoritocco.
L’argomento e il campo della fotografia, credimi, è molto più ampio di quello che si possa pensare.
P.S.: Complimenti per i back-stage!
Buon 2008!
Jean
Grazie per aver CANCELLATO il mio commento solo per il fatto che il mio pensiero era l’opposto del suo e ne spiegavo chiaramente i motivi.
Capisco che esso mettesse a nudo la sua incompetenza in materia, ma non mi aspettavo questo gesto da una persona che non perde l’occasione per farsi passare per anticonformista e contro le censure.
Buon lavoro
Jean.
Caro Jean, prima di tutto permettimi di dirti che i tuoi commenti come puoi vedere tu stesso, non sono stati cancellati, ma semplicemente erano in attesa di essere pubblicati per il solo fatto che ieri non ero davanti al pc per farlo, premesso questo passo a dirti la mia opinione in merito.
Secondo me non hai letto minimamente il mio post e lo deduco dal fatto che:
1. dici che il mio pensiero si riferisce “solo al servizio per book e esclude tutti gli altri lavori.” Bene, se vedi sopra dico appunto: Capisco che in pubblicità e sulle riviste si vedono donne perfette senza apparenti difetti, ma sono studiate apposta per quel determinato lavoro. Molto diverso il discorso se si fanno foto ad una modella che si presenta al casting portando solo le foto straritoccate.” Inoltre in questa mia analisi mi riferisco anche a lavori d’arte dove la modella non è quasi mai d’agenzia, quindi non hai un riferimento sicuro.
2.Dici: “Leggo spesso su blog interventi di fotografi che espongono queste teorie, ma in realtà si tratta SEMPRE di fotoamatori” beh io ne ho sentito parlare anche da grandi fotografi, comunque non trovo negativo il fatto di essere fotoAMATORI, visto che io mi ritengo un’amante della fotografia anche se anche se la fotografia è la mia professione non mi offendo se mi chiamano fotoamatore!
Visto che sembri saperne così tanto, ma non ti presenti ti chiedo che cosa fai, sei un fotografo, un agente, un pubblicitario?
Ma che è? La fiera della lettura trasversale?
Se si legge con la dovuta attenzione il post, si capisce benissimo che Monimix si riferisce alla scelta della modella operata dal fotografo. Ed è quindi fin troppo chiaro che il fotografo che sceglie una modella in base a una foto e poi si vede arrivare in studio una persona completamente diversa, ci resta male.
Proprio ieri sono stato alla F*****e (autocensura per non fare pubblicità occulta) a scegliere le modelle per due lavori. Perchè la F*****e? Perchè le modelle che ti fanno vedere in foto sono effettivamente uguali alle persone che poi mi arriveranno in studio. Questo fa un’agenzia seria.
Non come certe altre “agenzie” che ti mostrano il composit di una che assomiglia come una goccia d’acqua a Monica Bellucci e poi ti arriva in studio la Sora Lella.
Poi è ovvio che il lavoro (redazionale, catalogo, pubblicità, …) è un’opera grafica composita, di cui la foto è una componente, cui vanno aggiunte tutte le possibilità espressive del PhotoShop.
Ma è chiaro che Monimix parlava di una cosa diversa, anche se a volte la gente legge le prime tre righe, non capisce, ma spara commenti comunque.
Ti ringrazio per la pubblicazione allora!
Riguardo il tema, il mio era solo un’invito a non generalizzare tutti i costi anche quasi con un certo disprezzo/sfogo, come qualcuno ha già notato, su un argomento che in realtà meriterebbè MOLTE MA MOLTE più precisazioni.
Tutto il rispetto per tutti i fotoamatori, se non è chiaro ho voluto dire che certi ragionamenti o prese di posizione sono tipici proprio di persone che concepiscono la fotografia SOLO come passione…quindi fotoamatori.
Anche grandi fotograf buttano fuori certe tesi, sono d’accordo, ma sai qual’è la verità? sputano in un piatto dove per anni hanno mangiato e che è diventato troppo complicato per loro. In ogni caso non sono assolutamente in molti perchè la maggior parte ha saputo adeguarsi.
Si, sono un agente.
Rispondo a Federico: ti dico chiaramente che un fotografo che non sa valutare che tipo di foto la modella o l’agenzia gli ha inviato dovrebbe cambiare mestiere.
Riguardo al discorso modelle: sei sicurissima che tra quelle fotografate da te non ve ne sia almeno una che vista di persona è TOTALMENTE differente alla realtà? Mi riferisco non a viso o misure ma a pelle, espressione del viso, MOLTISSIMO trucco e non solo.
Pensaci un attimo. Sono sicuro che mi hai inteso.
Ecco, in questo caso un fotografo è davvero in difficoltà.
E ora ti chiedo…
Se come agente mi viene contestata la cosa… e il cliente/fotografo giustamente non paga il lavoro e manda a casa la modella…
di chi è la colpa? di te che l’hai fotografata, del cliente/fotografo che non ha saputo valutare la foto…dell’agente che di quella modella aveva solo quelle foto, o della modella che ha fornito all’agente solo quelle foto?
Sai cosa penso? che l’agente ha dato il meglio, il fotografo anche, la modella ha fatto la furba.
E ci ha rimesso non lei ma un bel po di persone.
Indaghi, e vieni a sapere che quella stessa modella ha fatto casini con fotografi che non avevano voluto farle un superlifting/trucco esagerato per ogni sua immagine. Cosa che nelle tue foto fatte con lei (lei=tu) non manca. ANZI!
Tutto ciò per dire: non esitono parametri o regole…esiste solo la correttezza di dare alle cose il loro vero nome.
Un saluto & buon lavoro,
Jean
…vorrei solo aggiungere un’altra cosa, pur sapendo di avereun po sforato dal tema iniziale….sai qual’è la più grossa colpa di noi addetti ai lavori? che in certi casi non abbiamo il coraggio di dire chiaramente “stai pure a casa che in questo campo non hai nulla da fare e da dare ” a certe sedicenti modelle che ci si propongono appofittando del buon viso a cattivo gioco che quasi sempre si fa e del fatto che magari tu e i tuoi collaboratori dovrete impazzire per non dover buttare via tutto.
Forse un bel “vai a casa” sarebbe la cosa più utile ed onesta per ambedue.
Buona giornata
Jean
Buongiorno, o meglio, ciao. … Altrimenti con queste forme mi sento vecchio… Per la miseria, ho letto il tuo post sul fotoritocco e alcuni commenti che ti hanno scritto varie persone. Che dir di tutto questo se non che hai tiranto in pista un bel putiferio? Nel senso simpatico del termine. Al che direi la mia, da ritrattista con 20 anni di esperienza. Tutto dipende dalle esigenze professionali di ogni fotografo e dal genere commerciale che affronta. Le mie esigenze tra trucco e fotoritocco sono minime, per quello che faccio io e per lo scopo del mio prodotto. La fotografia pubblicitaria ha altre esigenze dettate ta tante cose, tipo il prodotto da proporre e l’immagine da immettere nel circuito. Chi fa i book per modelle non credo fotoritocchi tantissimo, mentre invece chi usa personaggi noti del mondo dello spettacolo ha quasi una imposizione sul fotoritocco. Vogliamo dire che l’attrice più in voga del momento ha il “sedere è un po’ flacido”? …. MMM… e chi lo compra il calendario?!… Purtroppo si vive in un mondo dove l’immagine è tutto, dove conta l’involucro e dove pochi guardano ciò che sta dentro.
Però mi vien in mente anche un altra cosa: chi sono stati i primi ad accorgersi che c’era l’esigenza di trovare dei trucchi per render più belle le clienti o i clienti? … Ma certo, noi fotografi! … Come? Una volta solo con tecniche di ripresa, tipo accorgimenti di posture per viso e corpo, con il dosaggio e l’orientamento delle luci o con tessuti sottili e trasparenti davanti agli obbiettivi. Poi venne il trucco, sempre più sofisticato e sempre più perfetto, tanto da diventare un altra forma d’arte, le acconciature e via dicendo. Oggi il fotoritocco… E DOMANI COSA CI SARA’?
Fatto sta che, a chi dar ragione non lo so. Forse abbiamo tutti un po’ ragione e tutti un po’ torto. Forse tra tutti non dovremmo esasperar le cose. Comunque sia, resta il fatto che sei brava e simpatica. Ti apprezzo molto sia per i tuoi lavori ma anche per il fatto che ti metti in gioco e dici sempre quello che pensi!!! MITICA …
Io constato che Monimix parlava di “presentarsi ai casting” e di “book”. E appoggio la posizione di Max qui sopra secondo cui le foto dei book non dovrebbero essere così ritoccate da risultare stravolte. Lo sfogo di Monimix invece è dovuto al fatto che - purtroppo - molto spesso lo sono. Poi è ovvio che in altri settori (es: pubblicità) l’opera grafica abbia un valore e un peso elevato… ma questa è un’altra storia.
Grazie Max per il tuo contributo, alla fine a seconda del tipo di lavoro che dobbiamo realizzare c’è una post produzione più o meno pesante. Ciò che a me da fastidio è relativa alle modelle che cerco per foto d’arte, dove non chiamo quelle d’agenzia e quindi mi baso sulle foto che hanno nei loro book, trovandomi poi di fronte persone ben diverse, ma a parte questo capisco che in certi casi la post produzione sia fondamentale ormai.
Grazie mille per le belle parole di stima che mi hai lasciato, mi fa veramente molto piacere sapere di esser apprezzata sia professionalmente che umanamente parlando anche da persone con un’esperienza come la tua.
Grazie anche a te Federico per condividere il mio pensiero!
A riguardo della tua risposta al mio post, ci mancherebbe altro. Anzi, grazie a te. Tutte le persone che si mettono in gioco sono d’apprezzare. Professionalmente ma soprattutto umanamente. Delle belle persone faranno delle belle cose. Chi fa delle belle cose è gia una bella persona. Io so cosa fai tu…! … … Santa pace, avrò bevuto?! …. Comunque, per tornare sul discorso della “presentazione” di queste ragazze ti do ragione. In questo periodo starei giusto cercando di prender accordi con alcune di loro e a tutti gli effetti mi son visto recapitare via mail delle foto che dovrebbero passare appunto come quelle di “presentazione” ma che in realtà sono foto scattate già per qualche lavoro. Tra l’altro una di queste ragazze mi ha inviato una serie di 6 foto, mi sembra di ricordare, insomma era molto diversa da una foto talaltra. Quelle sono foto che dovrebbero metter nel loro portfolio ma non in un book di presentazione. Però mi sa che queste ragazze hanno anche delle possibilità inferiori rispetto a quelle delle agenzie, quindi forse faranno anche loro quello che potranno. Però è vero, potrebbe capitare che chi cerca determinate caratteristiche poi se ne ritrova delle altre.
Detto questo,detto tutto.
Aggiungerei un saluto anche per quelle ragazze di cui abbiam tanto parlato, che si danno tanto da fare per pagarsi l’università e qualche cosa di più.
Carissima Monica, in bocca al lupo. Continuerò a seguirti. Buon lavoro