Monimix Photography Blog

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New project about me | Monica Monimix Antonelli

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Dopo parecchio tempo ho realizzato un nuovo progetto basato sull’autoritratto. Immagini mosse, sfocate, velate e a tratti svelate, in cui son andata alla ricerca di un doppio stato, da qui l’idea del mosso in cui, alla fine, far comparire due volti: uno coperto e l’altro celato. Due realtà che convivono nello stesso corpo, due modi contrastanti di vivere le cose, razionale e irrazionale. Ragione contro istinto. E il prevalere di quest’ultimo.
A breve tutte le immagini sul mio sito web: www.monimix.com

Written by Monimix

febbraio 26th, 2016 at 3:58 pm

Posted in fotografia,progetti

Storie | Racconti di vite vere – Anteprima

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Storie by Monica Monimix Antonelli

A breve il primo capitolo “Laura” del nuovo progetto fotografico a cui sto lavorando. Un progetto basato sul racconto fotografico delle storie dei partecipanti. Pezzi di vita vera, raccolti nel modo più onesto possibile. La prima persona ritratta è una carissima amica che mi ha aperto il suo cuore su una storia drammatica che ha vissuto, che può essere d’aiuto a chi ha affrontato (o sta affrontando) lo stesso dolore. La sua forza e il suo grande amore per la vita devono essere d’esempio per tutti.

Written by Monimix

febbraio 26th, 2016 at 3:25 pm

Posted in fotografia,progetti

Monica Monimix Antonelli – Portfolio commerciale

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Monica Monimix Antonelli Portfolio

Una piccola selezione del mio portfolio moda commerciale aggiornato.

Tanti bei ricordi legati ad ognuno di questi lavori, ai clienti, alle persone che hanno collaborato alla buona riuscita di tutto questo, alle modelle/i che hanno saputo interpretare ciò che veniva proposto loro, ai luoghi in cui siamo stati. Grazie a tutti voi!

Per maggiori informazioni: moni@monimix.com

www.monimix.com

Written by Monimix

dicembre 9th, 2015 at 3:42 pm

Posted in fotografia,lavoro

Scegliere di continuare e scegliere di migliorare

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Tra 3 giorni compio 36 anni. Poco più di un anno fa ho scritto un post in cui mettevo nero su bianco la frustrazione dell’instabilità emotiva ed economica, le incazzature derivanti da tanti atteggiamenti scorretti, la delusione del pensare di non aver fatto abbastanza e di non aver ancora raggiunto un porto più o meno sicuro.
Mi ero data una scadenza: allo scadere dei miei 36 anni avrei preso una decisione, continuare o meno a far della fotografia il mio lavoro.
L’anno sta per finire e sono qui a rileggere quel post e traggo alcune conclusioni. La prima, la più importante: non sono ancora pronta a mollare, non voglio ancora darmi per vinta.

E’ stato un anno impegnativo, sono cambiate un po’ di cose, prima su tutte me stessa. Mi sono ascoltata di più, ho ascoltato il mio corpo e la mia mente e questo mi ha portato un paio di mesi fa ad iniziare un corso di Yoga, la sintesi perfetta di ciò di cui avevo bisogno. Ho messo in linea corpo e mente e i risultati inizio già a vederli dopo così poco tempo. Ho finalmente la sensazione di aver fatto la cosa migliore per me stessa, aver scelto una cosa giusta per me e da qui ho beneficiato una meravigliosa sensazione di benessere interiore. Sto recuperando il mio equilibrio dopo un paio d’anni in balia di forti scossoni che mi avevano riportato indietro di anni a quando ero piena di dubbi, insicurezze e fastidi.

Sto imparando a piccole dosi a lasciar correre le cose, senza crearmi problemi dove non ci sono, senza farmi mille paranoie. Sto imparando a guardare le cose nella loro giusta dimensione, cosa è importante e cosa non lo è, quello che “se anche lo lasci correre non casca il mondo”.
Ero arrivata ad un bivio, mollare tutto o dare ancora di più, ho scelto la seconda strada, ho voluto provare ad andare oltre quello che stavo facendo, a dare ancora di più di quello che pensavo essere già il mio massimo. Mi son resa conto che non era il mio limite, che c’era ancora parecchio da fare. Quello che ho pensato è stato: “O mollo tutto o ci provo, e se mi renderò conto che non sarà servito allo scopo, potrò sempre cambiare direzione”. Da questa scelta è derivata la consapevolezza di essermi sbagliata sui miei limiti e sui miei atteggiamenti, che potevo fare di più migliorando me stessa e dal fronte umano è cambiato davvero tanto e ho ottenuto ancora di più.

Lavorativamente parlando qualcosa è stato fatto, non ancora abbastanza, ma ho aperto la mente anche ad altre strade e ne ho ottenuto belle soddisfazioni, ho conosciuto persone che hanno saputo darmi belle vibrazioni. Non sono ancora al livello che vorrei essere, ma sento che posso fare ancora tanto, quindi, nonostante le difficoltà scelgo di continuare per la mia strada.

Tutto alla fine si riassume nella frase: “Un passo alla volta”, te lo dicono i medici quando la cura è lunga e non sanno nemmeno loro come andrà, e ce lo ripete ad ogni lezione l’insegnante di Yoga.
Ciò che ho imparato è che non devo avere fretta, ma devo ascoltarmi e sentirmi. Tutto si basa sull’equilibrio e tutto si fa un passo alla volta, senza preoccuparmi di cosa dovrò fare dopo. Devo vivere il momento, e devo viverlo al meglio.

Di fastidi ce ne sono stati tanti anche in quest’ultimo anno, rogne e discussioni. Pian piano sto imparando a non assorbirli, a farli scivolare via, a dare il giusto peso alle cose. E’ una strada tortuosa, ma si può riuscire. Bisogna allenarsi come nello sport, nessuno parte già esperto, ma solo col duro lavoro, la fatica e l’impegno si ottengono risultati. Anziché applicarlo solo al corpo sto cercando di applicarlo anche alla mente, cercando di modificare quegli atteggiamenti sbagliati che nel tempo si assumono e non ce se ne rende conto. La strada è lunga, non sono certo diventata zen tutto d’un botto, farò ancora tanti errori ma stavolta con la consapevolezza che è consentito sbagliare e che non devo auto censurarmi o auto bloccarmi solo perché “gli altri” la pensano in modo diverso da me e potrebbero giudicarmi male.

Written by Monimix

novembre 12th, 2015 at 11:56 am

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Cos’ho imparato fotografando matrimoni!

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Sono scandalosamente latitante da questo spazio ormai da mesi. Un po’ complici i social network dove gli aggiornamenti sono rapidi e in tempo reale, un po’ perché tra le mille cose da fare, trovare il tempo per scrivere un post sul blog è sempre più complicato, fatto sta che qui il bianco da pagina vuota regna sovrano.

Ogni tanto, però, è bello tornare, prendersi un po’ di tempo per sé, per fare il punto della situazione, per rileggere parole scritte tanto tempo fa nei momenti di gioia e nei momenti di difficoltà. I post auto spronanti per darsi un’ipotetica pacca sulle spalle e ricominciare, gli scambi di opinione con gli amici che sono passati di qui negli anni…

Ci son stati un po’ di cambiamenti negli ultimi tempi, ho aperto la strada a nuovi campi di cui prima mi occupavo molto sporadicamente, ma che ora mi rendo conto che mi danno delle belle soddisfazioni, come per esempio la fotografia di matrimonio e ritrattistica privata. Negli anni passati ho seguito pochissimi matrimoni perché non riuscivo a sentire mia questa tipologia di fotografia. Poi negli ultimi due anni ho iniziato a leggere e a seguire alcuni fotografi italiani ed internazionali che se ne occupano e ho scoperto un mondo sconosciuto fatto di ritratti, di sorrisi, di colori, di composizioni, di tecnica e di tanto tanto sudore. Complice anche il fatto che ho iniziato una nuova storia con una persona che si occupa anch’essa di fotografia, abbiamo unito le forze e le nostre visioni per entrare nel magico mondo dei matrimoni 😉

Ha molti lati positivi quali per esempio il fatto di lavorare in una giornata gioiosa per molte persone, a parte un po’ di normale agitazione degli sposi all’inizio della giornata, tutto il resto trascorre tra risate e sorrisi e già questo è un buon motivo per fare questo lavoro. Si conoscono tante persone, non solo gli sposi, ma anche le loro famiglie, i loro amici e una battuta e una chiacchiera fa sempre piacere. Ogni matrimonio è diverso, nuovi colori, nuove persone da ritrarre, nuovi scenari, location diverse e ogni volta è uno stimolo per mettersi alla prova. I matrimoni sono rapidi, non hai modo di fare il secondo ciak, è “buona la prima” come si dice sul set. Solo che qui il set è sempre in movimento, sempre con luci differenti che cambiano da un momento all’altro, persone che ti circondano e se non stai più che attento a prenderti il tuo spazio ti travolgono perché son tutti paparazzi, al giorno d’oggi. La fotografia di matrimonio mi sta insegnando ad esser sempre pronta, a muovere il fondoschiena rapidamente, senza pensare troppo, ma scattando prima di pensare in certi casi, perché altrimenti non sarei abbastanza veloce. E per una come me che solitamente pensa troppo, è un’ottima palestra di vita oltre che professionale.

Essere un fotografo di matrimoni è come essere un fotoreporter con la sensibilità di un ritrattista. Devi essere rapido, preparato sul pezzo e nel posto giusto al momento giusto come un fotoreporter, ma al tempo stesso devi avere quella sensibilità di cogliere le sfumature, le espressioni più velate che un ritrattista sa avere.

Per offrire il tuo meglio non basta interessarsi solo di matrimoni, bisogna osservare la fotografia di moda per saper valorizzare gli sposi, nei loro abiti meravigliosi, osservare come cade il velo della sposa può suggerirti una fotografia migliore del mettere la sposa davanti ad un muro e fotografarla come un manichino. Studiare i grandi ritrattisti ti può servire per saper tirare fuori il meglio da chi hai davanti, farlo interagire con gli altri o con l’ambiente che lo circonda, tirare fuori la sua espressività per comunicare ciò che prova. Perché gli sposi non sono abituati a posare, non è il loro mestiere far da modelli, molto spesso non vorrebbero nemmeno esser lì davanti all’obiettivo, ed è compito tuo saperli guidare, consigliare per poter realizzare delle immagini che potranno amare. Ma solo questo non basta ancora, perché serve un po’ di cultura fotografica anche di interni e di still life per valorizzare le location e gli allestimenti.

Tutto il bagaglio di esperienze che ho maturato in questi anni mi è tornato utile durante i matrimoni realizzati. E mi rendo conto che ho ancora molto da imparare e migliorare, ma è una sfida stimolante che non finisce mai e forse è proprio questo il bello: sentire ogni volta l’adrenalina dell’incognita e lo sprono ad affrontarla.

Ovviamente come ogni lavoro non ha solo lati positivi, non sono solo fiori e bombons, anche in questo settore ci sono problemi e fastidi. A cominciare dalla concorrenza spietata di persone che si improvvisano (l’amico, lo zio, il cugino…) o colleghi che pur di accaparrarsi il lavoro escono a cifre impensabili. Si sa, il periodo è difficile, ognuno pensa per sé e queste sono le conseguenze. Dall’altro lato ci sono gli sposi che scompaiono letteralmente e la cosa assurda è che nemmeno si era arrivati a parlar di cifre. Ti contattano, vuoi fissare un incontro e puff.. spariti. Quelli che contattano tutti random, e scelgono il prezzo più basso senza guardare cosa c’è dietro la cifra. Capisco che è dura spendere dei soldi di questi tempi, e siamo noi i primi a capirlo e a cercare soluzioni fatte su misura, ma è un peccato vedere che ad alcuni non interessi minimamente la qualità del servizio ma puntino solo al risparmio, considerando che l’unica cosa che ti resta di quella giornata sarà proprio il servizio fotografico.

Ma su questi punti me ne sto facendo una ragione..

Qualcuno che in passato mi avrà sentita dire che piuttosto che far foto di matrimonio avrei preferito far le foto tessera, ora starà ridendo sotto i baffi pensando “ecco un’altra coerente”. Vero, sono io la prima a stupirmi di questo salto in un mondo che per me era sempre stato parallelo, ma ora che ho provato, ho capito che la mia diffidenza era data: dall’ansia (diciamocelo: ci vogliono le palle per tenere i nervi saldi durante un matrimonio) di non esser all’altezza e di perdermi qualcosa di importante; dal diverso dalla routine: scattare in studio con una modella è più facile non ci sono così tante incognite e se la modella è pure brava ci semplifica di molto il lavoro; dal fatto di non aver indagato meglio cosa realmente ruota attorno ad un evento simile, se ci si ferma al banale sì, quel tipo di fotografia fa schifo, ma è una nicchia al di fuori di essa c’è un mondo fatto di lavori di ottima qualità e da cui si può senz’altro imparare qualcosa. Stare in mezzo alla gente ho scoperto che non è così traumatico: io sono tendenzialmente schiva e un po’ “orso” nell’animo, troppa gente e confusione mi innervosiscono. Beh, se la gente intorno si sta divertendo, ti diverti anche tu, orso o non orso.La morale vi chiederete qual è. Che io sia un’altra incoerente in giro, può essere, ma chissenefrega, la vita è un’incognita ed aggrapparsi alle proprie convinzioni nonostante tutto è noioso e vi fa venire le rughe, quindi non abbiate paura di cambiare rotta e idea. Magari scoprite anche voi che si può imparare anche da cose che non avreste mai pensato.

Qui alcune immagini da me realizzate. Per un quadro completo potete visitare il sito dedicato: www.onedayonelifewedding dove vedrete anche le immagini di Cristian, il mio compagno d’avventura!

Written by Monimix

maggio 5th, 2015 at 2:57 pm

Posted in fotografia

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