Le perle di Monimix 4

12 03 2010

Altra email da un’aspirante modella: “Voglio fare la modella, cosa devo fare?” l’ufficio informazioni Monimix risponde spiegando brevemente che fare la modella è un lavoro a tutti gli effetti, e bla bla bla…
Le consiglio di provare ad inviare un paio di foto a qualche agenzia di moda. Lei mi risponde, (senza allegarmi foto), che è alta tot  e ha gli occhi verdi. Ora mi chiedo e mi domando: “Ma secondo te, queste informazioni mi possono bastare per dirti se puoi fare la modella??” Mah… forse pensa che io sia il Divino Otelma!

Insegnamento:
se vuoi fare la modella devi mostrarmi le tue foto, non basta descriversi a parole.



Iniziato il progetto ritratti

11 03 2010

Recentemente ho iniziato un nuovo progetto fine art basato sul ritratto. La prima ad aver posato per me è stata Celeste, una giovane modella che amo moltissimo per la sua capacità di porsi davanti all’obiettivo, con la sua intensità, la sua emotività e la sua malinconia velata. Se avete visitato il mio sito ultimamente l’avrete vista anche in scatti più “fashion”.

Celeste

Con questi scatti voglio riuscire a catturare l’anima della persona che ho davanti, è un progetto molto ambizioso perchè il ritratto è forse la forma più difficile da rendere bene in fotografia per vari motivi. Primo tra tutti il riuscire a creare un legame empatico con la persona di fronte a noi. Non sempre è immediato, a volte serve posare la macchina fotografica, porsi sullo stesso piano e parlare con lei. Altra difficoltà è il riuscire a rappresentare la persona in un modo in cui lei si identifichi e spesso ciò che percepiamo non è uguale a ciò che l’altro pensa di essere.

Dal punto di vista tecnico sono immagini spogliate da ogni orpello, niente trucco, niente acconciature, niente abiti vistosi, (sulla scia del progetto “Natural Beauty”), in un bianco e nero contrastato, con un leggerissimo intervento di photoshop quasi impercettibile perchè l’unica cosa che voglio è rappresentare la persona senza distrazioni, senza finzioni. Ognuno deve essere rappresentato come realmente è nella vita di tutti i giorni.

Potete vedere i primi cinque ritratti qui o qui.

Se qualcuno desidera posare e avere maggiori informazioni a riguardo potete scrivermi all’indirizzo email: moni@monimix.com



Le perle di Monimix 3

5 03 2010

Altro aspirante assistente, guardando una mia fotografia scattata su un fondale nero: “Ma come hai fatto a fare il fondo nero?” Ohibò, un’altra domanda a trabocchetto! “Ehm… usando un fondale nero??”
A volte ti fanno domande talmente assurde da farti venire il dubbio che siano troppo avanti e che tu non riesca a vedere la genialità nascosta!

Insegnamento:
quando volete fare una domanda tecnica cercate di non dir la prima cosa che vi viene in mente, ma argomentatela. Io non sono il vostro “omino del cervello”, non so cosa state pensando, quindi se mi fate una domanda simile penso ad uno scherzo.



Plastic girl!

4 03 2010

Leggendo tra le varie notizie del Corriere incappo in un breve articoletto di cronaca inglese in cui tale signora Sarah Burge, chiamata “Human Barbie” perché detentrice del record di interventi estetici (…che record! O_o) da un anno a questa parte ha iniziato a fare iniezioni di botulino anche alla figlia, oggi sedicenne. Tutto nasce dal fatto che la figlia sentendo parlare di botulino non solo dalla madre ma persino tra le compagne di classe si è rivolta alla “plastic mummy” per provare anche lei l’esperienza.
D’accordo, ognuno è libero di fare ciò che vuole del proprio corpo, ma mi chiedo e mi domando: “perché a sedici anni una ragazza dovrebbe iniziare a tirarsi la faccia?” la sua risposta: “perché avevo una rughetta sulla fronte”
Beh direi che è un dramma, no?
Al di là dei pericoli che questo tipo di interventi comporta (soprattutto se fatti da mani non esperte), perché rovinarsi in questo modo?
Vi faccio notare l’effetto botulino sul viso di alcune attrici che prima dell’uso di tale sostanza erano meravigliose, ora sono solo “plastic girl” che non riescono più a sorridere senza sembrare mostri inquietanti. Quando le vedo sorridere non posso non pensare al volto di Jocker!
La splendida e algida Nicole Kidman ha lasciato il posto ad una signora gonfia e rigida che ha perso totalmente la sua espressività, suo punto di forza. Mi chiedo come potrebbe ora interpretare ruoli come quello di Diane Arbus così magistralmente interpretato!

nicole kidman
E che dire di Meg Ryan? La fidanzatina d’America, così bella e radiosa, con un sorriso contagioso è diventata una signora di mezz’età (nonostante i suoi soli 44 anni!) che quando sorride si sforma completamente.

meg ryan
Non so se notate, ma nonostante la tanta fatica e i tanti soldi spesi per apparir più giovani, sembrano molto più vecchie della loro età!

Inorridisco a vedere questi sfaceli, anche perché amo così tanto ritrarre visi interessanti e vissuti, in cui le rughe danno una forza espressiva impareggiabile perché trasmettono l’intensità di una vita vissuta veramente, che mi chiedo come si possa ridursi così senza più espressioni se non quella di un Jocker inquietante.

Come simbolo positivo vi posto le foto di due attrici che non hanno ceduto al botulino & Co: Jane Fonda e Michelle Pfeiffer. Splendide con le loro rughette, con la loro espressività, con la loro luminosità ed intensità.

jane fonda michelle pfeiffer
Chiudo con una frase letta in un’intervista fatta proprio a Michelle Pfeiffer; alla domanda della giornalista che le chiedeva come convivesse con il passare del tempo e le relative rughe, lei ha riposto: “Per non vedere le rughe, basta che davanti allo specchio io mi tolga gli occhiali, (è miope), e…magia! Le rughe scompaiono!”



Le perle di Monimix 2

3 03 2010

Ricevo un’email da una ragazza: “Il mio sogno è fare la modella. Sono alta 1.60 e ho gli occhi castani”
Guardo le foto allegate. Mi rendo conto che le mancano totalmente le caratteristiche fisiche per far questo lavoro le rispondo diplomaticamente, consigliandole di guardare i siti delle agenzie di moda. Non coglie il messaggio e mi risponde: “Beh, ma cosa mi manca?”… la domanda mi sorge spontanea: “Lo specchio??”

Insegnamento:
fare la modella è un lavoro impegnativo (non quanto lavorare in miniera, ma è comunque pesante), devi avere determinate caratteristiche fisiche oltre che caratteriali, ma soprattutto devi avere tanta buona autocritica.