Ritratti di famiglia: un nuovo progetto per te

Con questo articolo voglio raccontarti di una nuova idea che ho avuto e che coinvolge anche te. Partendo da un valore per me molto importante come quello della famiglia, e dalla curiosità di vedere come essa si è trasformata nel corso degli anni, voglio dedicarmi ad un nuovo progetto fotografico basato proprio sui ritratti di famiglia.

Ritratti di famiglia: un progetto a cura di Monica Monimix Antonelli
“Ritratti di famiglia” (C)Monica Monimix Antonelli
Grafica realizzata con Canvas

Cos’è la famiglia nel 2020? Come si è trasformata la concezione della famiglia?

Perché occuparsi di tale tema? Perché per me il valore della famiglia è sempre stato molto importante ed è la base su cui si poggia la nostra società.

Sono convinta che sia solo una questione di fortuna nascere nel posto giusto, ma è nostro compito proteggerlo e costruire l’ambiente migliore in cui vivere.

Ho avuto la fortuna di nascere in una bella famiglia, in cui io e mio fratello siamo stati cresciuti nel rispetto e nell’amore. Mi sento una privilegiata in tal senso. Ma per molti non è stato (e non è) così.

Famiglia non è sempre sinonimo di pace amore e fantasia. A volte le situazioni sono talmente complicate e drammatiche da far diventare un incubo vivere nella casa famigliare.

Dedicandomi, per lavoro, anche alla fotografia di matrimonio, oltre al ritratto e alla moda, ho avuto, negli anni, l’opportunità di vedere moltissime famiglie. In particolare, c’è un momento, durante la festa di matrimonio in cui entro direttamente in contatto con esse: il momento dei ritratti di gruppo. Quella è la fase in cui, soprattutto, le famiglie si mostrano per come sono, ed è bellissimo vedere come siano tutte diverse.

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Natural beauty – Riscopri la vera bellezza che è in te

Natural beauty – Riscopri la vera bellezza che è in te progetto fotografico a cura di Monica Monimix Antonelli
“Natural beauty – Riscopri la vera bellezza che è in te” (C)Monica Monimix Antonelli

“Natural beauty – Riscopri la vera bellezza che è in te”: é una nuova serie fotografica per andare a riscoprire la vera bellezza nascosta in ognuna di noi per sentirci di nuovo padrone della nostra bellezza unica, individuale, non omologata secondo finti canoni estetici imposti dai social network.

Riscoprire se stesse attraverso semplici ritratti puliti dove a farla da padrone è la persona ritratta. Un’immagine priva di trucco, per come la persona arriva in studio, un ritratto con un trucco leggerissimo, e una terza immagine in cui una truccatrice professionista interpreta la persona con un trucco studiato su di lei.

Come cambia la persona nelle tre immagini? Qual è il pensiero riguardo la bellezza naturale, oggi? Questi e altri sono gli interrogativi dietro “Natural beauty – Riscopri la vera bellezza che è in te”

Se leggi il mio blog da un po’, avrai sicuramente notato quanto per me la ricerca della bellezza naturale e autentica sia un tema importante. Ho già scritto alcuni articoli a riguardo, in particolare ti segnalo questo e questo.

Perché è così importante questa ricerca? Perché credo che al giorno d’oggi ci sia uno scollamento tra reale e virtuale.

 “Nel lungo tragitto della vita incontrerai tante maschere e pochi volti”

Pirandello

Quello che l’abuso dei Social ha creato è un mondo parallelo, in cui interpretare un personaggio di fantasia. E se si limitasse a questo non ci sarebbe alcun problema. Penso però a ciò che questo porta.

Non tutte le ragazze riescono a gestire il confronto costante. Tendono a pensare che si debba assomigliare ai riferimenti sui social. E ciò mette in moto condizionamenti psicologici con conseguenze delicate e a volte drammatiche.

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10 consigli per venire bene in foto

In questo articolo troverai 10 consigli su come venire bene in foto. Non esistono formule magiche. Solo qualche accortezza.

Quante volte ti sarai chiesto come fare a venire bene in foto? Quante volte lo avrai cercato su Google? Lo so, non è facile porsi davanti all’obiettivo fotografico di un estraneo e venire bene al primo colpo.

Vorrei iniziare con questa frase di Peter Lindbergh di qualche anno fa, ma sempre attuale e che dà uno spunto molto importante:

“Dovrebbe essere questa la missione dei fotografi di oggi: liberare le donne, e in ultimo tutti gli esseri umani, dal terrore della giovinezza e della perfezione! “

Peter Lindbergh – 2014
Ritratto realizzato da Peter Lindbergh. 10 consigli per venire bene in foto
(C)Peter Lindbergh

Peter Lindbergh è stato uno dei più grandi fotografi al mondo. La sua capacità di rendere le donne meravigliose, nella loro semplicità è stata sicuramente il suo punto di forza. I suoi ritratti, per lo più in bianco e nero, e i suoi scatti di moda, hanno conquistato le copertine delle più importanti testate di moda del mondo.

Ciò che ho sempre amato del suo stile è l’essenzialità.

Non ha mai coperto le donne con strati di trucco. Le ha sempre ritratte con un aspetto vero, reale, spontaneo. Celebri le sue foto di modelle e attrici in spiaggia, con una camicia bianca da uomo, il capello raccolto dolcemente e un trucco leggero o al massimo l’occhio enfatizzato da uno smockey eyes che esaltava ancora di più l’espressività di tali donne.

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Essere te stessa. Il primo passo per amarti

Essere te stessa. Il primo passo per amarti. Immagine di una donna felice, con un cielo azzurro sopra di lei
(C)Monica Monimix Antonelli

Essere te stessa. Il primo passo per amarti. Questo articolo è dedicato a te, che non ti piaci mai, perché ti paragoni alle altre. Sai cosa ho capito facendo la fotografa? Incontrando tante donne, ho capito che tutte noi abbiamo i nostri difetti, ma quelle che hanno imparato ad accettarli, a valorizzare i propri lati di forza e ad investire su loro stesse e la loro personalità, sono donne vere, autentiche, di conseguenza bellissime.

Non sono bellissime perché hanno la taglia giusta, il capello perfetto, le gambe lunghe, e via dicendo. Sono bellissime perché hanno preso consapevolezza di loro stesse. Hanno imparato ad essere loro stesse. Ad amarsi come sono. E tutto questo fa sì che abbiano una sicurezza che le fa splendere veramente.

Al giorno d’oggi non si fa altro che parlare di bellezza femminile, cos’è, come dovrebbe essere. Quali sono i canoni estetici a cui fare riferimento, come prendersi cura di sé, qual è lo sport da fare, la crema antirughe da usare… Uff, che barba che noia!

A te che leggi, vorrei porre qualche domanda. Sì lo so, che se stai leggendo un blog è perché magari sei in cerca di risposte e non di altre domande, ma seguimi un attimo.

Perché noi donne dobbiamo convivere per tutta la nostra vita con questi discorsi legati alla bellezza?
Come mai il nostro aspetto estetico deve avere la priorità su qualunque altra cosa?

Una donna per essere accettata dalla società deve essere in forma, con la messa in piega perfetta, col trucco perfetto e con l’abito giusto per ogni occasione. Perché?

Una donna che passa la sua vita a studiare e a far ricerca, perché automaticamente si finisce a collegare il tutto al fatto che sia bruttina? O al contrario, ci si stupisce se oltre che intelligente è anche “bella”? E ancora una volta ci si limita a questo aspetto perdendo di vista tutto il resto?

Cosa deve fare una donna per essere libera di essere se stessa, senza seguire canoni imposti dalla società, senza sentirsi giudicata?

Perché non si valutano altri elementi nelle donne? La società richiede alle donne di essere belle, non che abbiano una cultura, che siano indipendenti, o che abbiano successo. E’ sempre lo stesso stereotipo che si ripete da sempre.

Tutte queste, (e molte altre), domande, non fanno altro che accumularsi dentro la mia testa. Non riesco a capire perché siamo ancora a questo punto. Siamo ancora in una società così fortemente maschilista da esser schiave dei loro ragionamenti puerili?

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Mostre di fotografia da non perdere assolutamente

Periodo di festività, di vacanze per molti. Perché non approfittarne per visitare delle belle mostre di fotografia? Se sei appassionato di fotografia, ti segnalo qualche appuntamento interessante. Alcune stanno per concludersi, ma puoi sfruttare la prima settimana di gennaio per visitarle.

In giro per l’Italia ce n’è qualcuna, ti scrivo le più significative per me. Se hai hai già visitato queste mostre di fotografia, o le visiterai, non mancare di farmi sapere il tuo parere.

In scadenza a breve

Mostra "Atti Divini" a cura di David La Chapelle
(C)David La Chapelle

1. Atti divini – David La Chapelle. Reggia Venaria Reale (TO) fino al 6 gennaio 2020

Ancora pochi giorni per vedere la mostra dedicata a David La Chapelle presso la Reggia Venaria Reale – Citroniera delle Scuderie Juvarriane (Torino). L’esposizione si compone di 70 opere di grandi dimensioni, del fotografo e regista. Una grande mostra dedicata alle sue opere più significative più alcuni inediti, dedicati alla reinterpretazione di alcuni temi religiosi, espressi col suo stile colorato e moderno.

La mostra, iniziata il 14 Giugno 2019 termina il 06 Gennaio 2020.

Per acquistare i biglietti online (Intero: 14 euro), guarda qui

Altrimenti puoi acquistarli direttamente presso la biglietteria della Reggia

Orari
Da martedì a venerdì: 9.30 – 17.30
Sabato, domenica e festivi: 9.30 – 19​​

La Reggia e le Mostre sono aperte  nei giorni Festivi, con gli stessi orari della domenica: Capodanno (1° gennaio, ma dalle ore 11), Epifania (6 gennaio)


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Il “segreto” in fotografia? E’ tutto racchiuso in quattro valori.

Sai qual è il segreto in fotografia? Il segreto in fotografia è tutto racchiuso in quattro valori.

Ho individuato dei parallelismi tra la fotografia e la nostra vita quotidiana.

Ritratto di donna davanti ad un muro.
(C)Monica Monimix Antonelli

“Monica ti sei impazzita?”

Potrebbe essere, con il freddo ammetto di arrancare parecchio e la stagione è solo all’inizio.

Battute a parte. Se ti fidi di me, leggi questo articolo. Voglio condividere con te il mio pensiero personale riguardo alla fotografia.

Nell’articolo precedente, ti ho raccontato a lungo quale sia la differenza tra una bella foto e una buona foto.

Se non lo hai ancora letto, lo trovi a questo link.

Può esserti utile se ti hanno detto che nelle tue foto “manca qualcosa”, ma non hai ancora capito cosa vogliano dire, perché a livello tecnico ti senti molto sicuro e pensi che in quello non ti batta nessuno.

Per fare una buona foto, abbiamo visto che serve avere un messaggio da trasmettere, un concetto da sviluppare. Una fotografia non si compone solo di tecnica. Per fare una buona foto, serve un’idea prima ancora di pensare a che ISO usare o a che velocità scattare.

Se abbiamo ben chiaro in mente cosa vogliamo raccontare attraverso le nostre immagini, allora sì che potremo fare della buona fotografia. Il gusto estetico non è un metro di misura oggettivo. Magari non ti capaciti del perché le tue foto non piacciano agli altri, visto che a te piacciono così tanto. Ma proprio perché il gusto non è un metro di misura utile e universale, non puoi pensare che possa essere l’unico modo per valutare una foto.

Solo se non trasmettono nulla all’osservatore, questi si limiterà a guardare la foto e a pensare se ciò che vede è bello oppure no. Se invece, trasmetterai un messaggio, allora coglierai la sua attenzione e lì entreranno in causa altri fattori che gli faranno valutare se la tua foto è interessante e utile per lui.

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La differenza tra una bella foto e una buona foto

Foto in bianco e nero a favore della lotta contro la violenza sulle donne. Una donna è preda delle sue paure date dalle violenze psicologiche domestiche
“Nell’antro della mia paura” – (C)Monica Monimix Antonelli

Sai qual è la differenza tra una bella foto e una buona foto?

Scommetto che hai pensato fossero la stessa cosa, sbaglio?

E invece non è così, c’è una bella differenza tra scattare una bella foto e una buona foto. E ora ti spiego quale.

Se sei un fotografo, un aspirante tale, o sei semplicemente curioso di capire che differenza ci sia tra una bella foto e una buona foto, questo articolo fa per te.

Mi occupo di fotografia da più di dieci anni. Nel corso di questi anni ho studiato molto, letto blog di settore, ascoltato i fotografi “guru”, seguito corsi, guardato video su Youtube. Mi ha sempre incuriosito capire che cosa rendeva certe immagini del passato (ma anche del presente), più interessanti di altre. Soprattutto capire quali fossero gli elementi che facevano sì che alcune mi rimanessero chiare in mente a differenza di tantissime altre che dimenticavo immediatamente.

In questo articolo ti racconto che cosa ho capito.

In apertura a questo articolo ho inserito due immagini tratte dal mio progetto “Nell’antro della mia paura” realizzato alcuni anni fa, in collaborazione con l’artista Stefano Ogliari Badessi, l’art direcor Luca Severgnini e l’attrice Emilia Scarpati Fanetti. Per vedere il progetto intero ti lascio il link al mio sito.

Perché? Per mostrarti cosa vuol dire esprimere un concetto attraverso la fotografia. In questo caso le immagini sono incentrate sul tema della pressione psicologica a cui molte donne, purtroppo, sono sottoposte, nel loro ambiente domestico. Pressione psicologica da cui non riescono a scappare e in cui vengono letteralmente inghiottite. Un progetto a favore della lotta contro la violenza sulle donne. Nel corso dell’articolo mi spiego meglio cosa vuol dire esprimere un concetto attraverso la fotografia. Buona lettura.

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Il fotoritocco: quando e come usarlo?

Il fotoritocco: quando e come usarlo? Perché ho deciso di scrivere questo articolo? Perché si parla spesso di fotoritocco, foto ritoccate, uso e abuso di Photoshop. Credo sia utile fare un po’ di chiarezza a riguardo.

Nell’articolo precedente abbiamo visto come mettere a proprio agio la persona che vogliamo ritrarre.

Il fotoritocco fotografico nei ritratti naturali
Ritratti naturali a cura di (C)Monica Monimix Antonelli

L’aspetto principale da curare è prima di tutto il dialogo. Il dialogo viene prima degli aspetti tecnici, (la luce, le impostazioni della fotocamera, l’inquadratura…) e degli aspetti estetici (il trucco, gli abiti…).

Attraverso il dialogo facciamo il primo passo per conoscere la persona davanti a noi. E’ in questa fase che inizieranno ad uscire alcune domande che celano i dubbi e i timori di chi vuol farsi ritrarre.

Una delle più gettonate è “Ok, facciamo queste foto, ma poi le occhiaie me le togli?”

Sullo stesso genere, può arrivare la domanda “Ma il brufoletto me lo togli, vero?”

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Il dialogo col soggetto ritratto è fondamentale

Perché il dialogo col soggetto ritratto è fondamentale? Perché è questo aspetto che determinerà la buona riuscita del nostro ritratto a livello professionale, e la costruzione di un rapporto di fiducia, a livello umano.

Ritratto di giovane donna che sorride
(C)Monica Monimix Antonelli

Lo spunto per questo articolo nasce da un messaggio ricevuto da un fotografo in cui mi scrive che nei miei scatti percepisce la tranquillità e la serenità con cui i soggetti posano davanti a me.

Da qui l’idea di scrivere un articolo un po’ più approfondito su un aspetto del mio lavoro che non sempre è facile da ottenere.

Quando ho intrapreso la strada della fotografia, ho iniziato da autodidatta. La parte tecnica, si può studiare sui libri e internet è una fonte inesauribile di spunti e tutorial. Un aspetto che però non si impara sui libri è proprio il dialogo col soggetto ritratto, e quanto il rapporto con esso sia fondamentale.

Questa è stata la parte più impegnativa da conquistare.

Di base si deve lottare contro la naturale “diffidenza” provata davanti all’obbiettivo di una fotocamera. Non tutti reagiscono allo stesso modo. C’è chi si scioglie subito e si sente a proprio agio, chi ci mette un po’ più di tempo, chi nonostante tutto non riesce a lasciarsi andare.

Un po’ tutti, i primi attimi davanti alla fotocamera, con le luci addosso, si sentono spaesati.

Una delle paure più diffuse, da chi si vuol fare fotografe, è quella di non venir bene in foto. Molto spesso questa paura nasce dalla sensazione di disagio che si può provare davanti ad una macchina fotografica. E maggiore è la sensazione di disagio, più ci si irrigidisce e più il rischio di non venir bene è alto.

Come si possono, quindi, mettere a proprio agio le persone davanti a noi?

Con il dialogo. Cerco di parlarci  parecchio: fin dai primi contatti via email quando mi chiedono informazioni, cerco di dare il maggior numero di dettagli possibili su come si svolgerà lo shooting, in modo che, quando verranno in studio, avranno già un’ idea di cosa andremo a fare.

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Vuoi diventare una modella? 11 caratteristiche che devi avere per diventare una modella

Sfogli le riviste, o spulci Instagram, guardando le migliaia di foto di modelle e ti piacerebbe diventare una di loro? Ti chiedi quali siano le caratteristiche che una ragazza deve avere per poter intraprendere la carriera di modella? Sogni il mondo dorato della moda ma non sai da che parte cominciare? Ti chiedi cosa devi fare per diventare una modella?

Ritratto moda in bianco e nero di una modella.
Anne Barreto @Next Models – “The ‘O’ther seduction” – (C)Monica Monimix Antonelli

In questo articolo troverai alcune dritte per far chiarezza in te e per capire se puoi tentare la strada per diventare una modella. Negli anni ho lavorato con molte modelle e ho imparato a distinguere una buona modella che sa fare bene il suo lavoro da una bella ragazza che non ha le caratteristiche giuste per fare questo lavoro.

“Ok, Monica, ma quindi cosa devo avere per diventare una modella?” Questa è una domanda che mi hanno rivolto in tante, nel corso degli anni. In questo articolo voglio darti qualche risposta che possa esserti utile per fare chiarezza.

Negli anni passati, ricevevo moltissime email da ragazze che volevano diventare modella di professione. Devo dire che negli ultimi tempi, con la diffusione estrema di Instagram, queste email sono diminuite molto, e questo mi ha fatto molto riflettere. Evidentemente, le ragazze di oggi, hanno cambiato approccio sull’argomento. Anni fa sognavano di diventare modelle, contattavano i professionisti del settore per inviare loro alcune immagini e farsi consigliare sulla possibilità di poter intraprendere quella strada, poi si proponevano per collaborazioni per mettersi alla prova.

Al giorno d’oggi l’impressione che ho, è che le giovani postino su Instagram i loro selfie, in cui si trasformano con i filtri e si lanciano in promozioni di prodotti che le aziende sono ben disposte a dare in cambio di un po’ di visibilità. Tutto questo con la speranza che prima o poi il cliente giusto bussi alla loro porta (ehm, mandi loro un direct mail). È cambiato totalmente l’approccio. E in cambio abbiamo ottenuto immagini tutte uguali, stessi filtri colorati, stessa tipologia di ragazza, stesso abbigliamento, stessa impostazione per le foto.

Si sentono già professioniste perché “pubblicano su Instagram” e, posando con i prodotti di turno, pensano siano equiparabili alle campagne pubblicitarie. Discorso che soprattutto funziona per le influencer che guadagnano cifre che garantiscono loro le entrate utili per vivere (e molto di più per alcune eccezioni). Ma oltre a queste ragazze di punta, ne esistono migliaia che non guadagnano ma comunque parlano come se realmente fosse una professione. Quello che a me un po’ lascia perplessa è che si sono legate ad un social, che non è quindi di loro proprietà, e su cui non hanno alcun controllo. Un social che se un domani dovesse decidere di chiudere, le lascerebbe a piedi.

Quello su cui voglio porre l’attenzione con questo articolo, è che lavorare come modella è a tutti gli effetti una vera e propria professione e come tale ha una sua logica e delle regole. Non ci si improvvisa modelle, anche in questo lavoro servono impegno, dedizione, studio, oltre ovviamente a determinate caratteristiche fisiche. Ecco perché vedere su Instagram tutta questa schiera di ragazze che si improvvisano, distorce un po’ l’attenzione dalla realtà.

Ci sono alcuni lavori che non vengono percepiti con la giusta serietà dalle persone, abituate a fare lavori più ordinari che prevedono le classiche otto ore in ufficio o in una fabbrica. Così, come per esempio, quando dici di fare la fotografa ti guardano e alcuni pensano “Eh bella fatica fotografare belle donne, tutto il tempo” come se questo fosse l’unico aspetto del mio lavoro. Allo stesso modo quando una ragazza dice di fare la modella, subito nascono sorrisini sarcastici come se ciò sottintendesse chissà cosa. Fare la modella è un lavoro a tutti gli effetti, e come tale porta soddisfazioni e momenti sicuramente più leggeri di chi deve fare un lavoro pesante e logorante, ma comunque comporta sacrifici e tanto impegno. Non basta un bel viso o un bel corpo e automaticamente si diventa modella.

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