Qualità? What is it?
3 02 2010La qualità è quella cosa che colpisce il cliente sino al momento in cui incontra il dio denaro. Dopodichè diventa un bene superfluo.
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La qualità è quella cosa che colpisce il cliente sino al momento in cui incontra il dio denaro. Dopodichè diventa un bene superfluo.
Tra le nuove campagne pubblicitarie (primavera/estate 2010) risaltano gli scatti del marchio Louis Vuitton che vedono come protagonisti la fotografa Annie Leibovitz ed un suo amico di vecchia data, il ballerino e coreografo Mikhail Baryshnikov.
Per una volta davanti all’obbiettivo si pone la fotografa come coprogonista dello scatto, al posto delle solite splendide testimonials a cui siamo abituati.
Ciò che apprezzo di tale immagine, oltre alla particolarità del cambio di testimonials, è l’atmosfera che pervade lo scatto: i due protagonisti sembrano colti in un normalissimo backstage, non c’è un’impostazione forzata delle pose, ma prevale la naturalezza dei loro corpi e del loro sguardo complice che si incrocia proprio al centro della scena, dando forza al tutto.
Ottima anche la scelta del disordine intorno a loro, con libri, carte, luci ed oggetti scenografici sullo sfondo e accanto alla fotografa la sua macchina fotografica. E come sempre, a farla da padrone, un sapiente uso della luce che pervade la scena nella parte superiore quasi per abbagliare l’osservatore, andando poi a sfumare nella parte bassa ricreando un’atmosfera rarefatta ed intima che va ad accarezzare le figure dei due amici.

Aggiornato www.monimix.com con gli scatti del lookbook dell’azienda QZee, produttrice di jeans. I modelli: Gloria Kozma e Sasha Marini, splendidi in questa sensuale interpretazione del capo più amato di tutti i tempi. L’art director: Luca Severgnini in perfetta sintonia e grande voglia di osare per rendere il lookbook più vivo e interpretato rispetto ai soliti lookbook.
Leggendo il blog “Style For Style” sono incappata nell’ultimo post riguardante l’intenzione dell’Inghilterra di dare un taglio al ritocco selvaggio alle fotografie.
Chi guarda i miei lavori avrà già capito quanto questa presa di posizione mi trovi d’accordo. Non ho mai apprezzato le foto estremamente ritoccate in cui le modelle perdono naturalezza diventando manichini spianati senza pori, col rischio di far perdere loro persino la spontanea espressività.
Sono d’accordo sull’eliminare dei difettucci minimi (occhiaie, brufoletti..) ma senza far diventare il viso della modella una landa spianata, liscia come una palla da biliardo. Il mio progetto “Natural Beauty” parte da qui, dalla stanchezza di vedere in giro modelle tutte uguali grazie a photoshop. L’espressività di una persona passa dall’intensità di uno sguardo o da un bellissimo sorriso, ma anche da una borsa sotto gli occhi, da una rughetta intorno alla bocca, che creano quella diversità che ciascuno di noi possiede e che ci rende unici e speciali.
Ciò che più mi ha colpito del post Di Giorgia è la foto di Madonna, prima e dopo il ritocco fotografico. Ora, era immaginabile che all’età della signora Ciccone, la pelle non poteva essere quella di una ventenne e soprattutto come siamo abituati a vederla sulle riviste, ma vedere il raffronto tra ciò che è reale e cosa no, mi ha colpita molto, nonostante io sappia quanto con photoshop si possa ormai fare e si faccia. Forse perchè siamo talmente abituati a vedere Madonna come una donna che ha fatto un patto col diavolo per non invecchiare, che vederla al naturale con le sue rughe e la pelle meno perfetta sembra strano, come se l’immagine sbagliata fosse proprio quella del “prima di photoshop”.
Questo mi fa riflettere su quanto ormai siamo convinti che la pelle di queste dee sia spianata e perfetta, è diventatao consuetudine pensare che persone così perfette esistano davvero creandoci paranoie guardandosi allo specchio.
Non voglio entrare nella polemica dei dimagrimenti eccessivi fatti col fluidifica photoshopparo perchè è un argomento affrontato già parecchio; mi limito ad osservare la pelle, perchè è il simbolo di ciò a cui siamo arrivati e Madonna ne è un esempio.
Posso capire che l’immagine reale della signora probabilmente non farebbe vendere milioni di copie di dischi o riviste, ma rendiamoci conto che tra il prima e il dopo esiste un mondo! Si potevano attenuare un po’ le rughe, dare un colorito più vivace alla foto, ma da qui al trasformarla in sua figlia ce ne passa!


Durante una passeggiata tra i boschi uno spettacolo naturale compare ai miei occhi: la luce del sole pervade tutto abbagliandomi mentre filtra tra le foglie degli alberi che mi circondano.
Quale artificio elettronico potrà mai ricreare un simile effetto? Quale lampada potrà mai eguagliare tale potenza emotiva?
Davanti a tale incanto resto senza fiato e non posso far altro che cercare di cogliere, anche solo in parte, tale emozione in una foto per riviverla ogni volta che vorrò.
