Il fotoritocco: quando e come usarlo?

Il fotoritocco: quando e come usarlo? Perché ho deciso di scrivere questo articolo? Perché si parla spesso di fotoritocco, foto ritoccate, uso e abuso di Photoshop. Credo sia utile fare un po’ di chiarezza a riguardo.

Nell’articolo precedente abbiamo visto come mettere a proprio agio la persona che vogliamo ritrarre.

Il fotoritocco fotografico nei ritratti naturali
Ritratti naturali a cura di (C)Monica Monimix Antonelli

L’aspetto principale da curare è prima di tutto il dialogo. Il dialogo viene prima degli aspetti tecnici, (la luce, le impostazioni della fotocamera, l’inquadratura…) e degli aspetti estetici (il trucco, gli abiti…).

Attraverso il dialogo facciamo il primo passo per conoscere la persona davanti a noi. E’ in questa fase che inizieranno ad uscire alcune domande che celano i dubbi e i timori di chi vuol farsi ritrarre.

Una delle più gettonate è “Ok, facciamo queste foto, ma poi le occhiaie me le togli?”

Sullo stesso genere, può arrivare la domanda “Ma il brufoletto me lo togli, vero?”

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Il dialogo col soggetto ritratto è fondamentale

Perché il dialogo col soggetto ritratto è fondamentale? Perché è questo aspetto che determinerà la buona riuscita del nostro ritratto a livello professionale, e la costruzione di un rapporto di fiducia, a livello umano.

Ritratto di giovane donna che sorride
(C)Monica Monimix Antonelli

Lo spunto per questo articolo nasce da un messaggio ricevuto da un fotografo in cui mi scrive che nei miei scatti percepisce la tranquillità e la serenità con cui i soggetti posano davanti a me.

Da qui l’idea di scrivere un articolo un po’ più approfondito su un aspetto del mio lavoro che non sempre è facile da ottenere.

Quando ho intrapreso la strada della fotografia, ho iniziato da autodidatta. La parte tecnica, si può studiare sui libri e internet è una fonte inesauribile di spunti e tutorial. Un aspetto che però non si impara sui libri è proprio il dialogo col soggetto ritratto, e quanto il rapporto con esso sia fondamentale.

Questa è stata la parte più impegnativa da conquistare.

Di base si deve lottare contro la naturale “diffidenza” provata davanti all’obbiettivo di una fotocamera. Non tutti reagiscono allo stesso modo. C’è chi si scioglie subito e si sente a proprio agio, chi ci mette un po’ più di tempo, chi nonostante tutto non riesce a lasciarsi andare.

Un po’ tutti, i primi attimi davanti alla fotocamera, con le luci addosso, si sentono spaesati.

Una delle paure più diffuse, da chi si vuol fare fotografe, è quella di non venir bene in foto. Molto spesso questa paura nasce dalla sensazione di disagio che si può provare davanti ad una macchina fotografica. E maggiore è la sensazione di disagio, più ci si irrigidisce e più il rischio di non venir bene è alto.

Come si possono, quindi, mettere a proprio agio le persone davanti a noi?

Con il dialogo. Cerco di parlarci  parecchio: fin dai primi contatti via email quando mi chiedono informazioni, cerco di dare il maggior numero di dettagli possibili su come si svolgerà lo shooting, in modo che, quando verranno in studio, avranno già un’ idea di cosa andremo a fare.

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Vuoi diventare una modella? 11 caratteristiche che devi avere per diventare una modella

Sfogli le riviste, o spulci Instagram, guardando le migliaia di foto di modelle e ti piacerebbe diventare una di loro? Ti chiedi quali siano le caratteristiche che una ragazza deve avere per poter intraprendere la carriera di modella? Sogni il mondo dorato della moda ma non sai da che parte cominciare? Ti chiedi cosa devi fare per diventare una modella?

Ritratto moda in bianco e nero di una modella.
Anne Barreto @Next Models – “The ‘O’ther seduction” – (C)Monica Monimix Antonelli

In questo articolo troverai alcune dritte per far chiarezza in te e per capire se puoi tentare la strada per diventare una modella. Negli anni ho lavorato con molte modelle e ho imparato a distinguere una buona modella che sa fare bene il suo lavoro da una bella ragazza che non ha le caratteristiche giuste per fare questo lavoro.

“Ok, Monica, ma quindi cosa devo avere per diventare una modella?” Questa è una domanda che mi hanno rivolto in tante, nel corso degli anni. In questo articolo voglio darti qualche risposta che possa esserti utile per fare chiarezza.

Negli anni passati, ricevevo moltissime email da ragazze che volevano diventare modella di professione. Devo dire che negli ultimi tempi, con la diffusione estrema di Instagram, queste email sono diminuite molto, e questo mi ha fatto molto riflettere. Evidentemente, le ragazze di oggi, hanno cambiato approccio sull’argomento. Anni fa sognavano di diventare modelle, contattavano i professionisti del settore per inviare loro alcune immagini e farsi consigliare sulla possibilità di poter intraprendere quella strada, poi si proponevano per collaborazioni per mettersi alla prova.

Al giorno d’oggi l’impressione che ho, è che le giovani postino su Instagram i loro selfie, in cui si trasformano con i filtri e si lanciano in promozioni di prodotti che le aziende sono ben disposte a dare in cambio di un po’ di visibilità. Tutto questo con la speranza che prima o poi il cliente giusto bussi alla loro porta (ehm, mandi loro un direct mail). È cambiato totalmente l’approccio. E in cambio abbiamo ottenuto immagini tutte uguali, stessi filtri colorati, stessa tipologia di ragazza, stesso abbigliamento, stessa impostazione per le foto.

Si sentono già professioniste perché “pubblicano su Instagram” e, posando con i prodotti di turno, pensano siano equiparabili alle campagne pubblicitarie. Discorso che soprattutto funziona per le influencer che guadagnano cifre che garantiscono loro le entrate utili per vivere (e molto di più per alcune eccezioni). Ma oltre a queste ragazze di punta, ne esistono migliaia che non guadagnano ma comunque parlano come se realmente fosse una professione. Quello che a me un po’ lascia perplessa è che si sono legate ad un social, che non è quindi di loro proprietà, e su cui non hanno alcun controllo. Un social che se un domani dovesse decidere di chiudere, le lascerebbe a piedi.

Quello su cui voglio porre l’attenzione con questo articolo, è che lavorare come modella è a tutti gli effetti una vera e propria professione e come tale ha una sua logica e delle regole. Non ci si improvvisa modelle, anche in questo lavoro servono impegno, dedizione, studio, oltre ovviamente a determinate caratteristiche fisiche. Ecco perché vedere su Instagram tutta questa schiera di ragazze che si improvvisano, distorce un po’ l’attenzione dalla realtà.

Ci sono alcuni lavori che non vengono percepiti con la giusta serietà dalle persone, abituate a fare lavori più ordinari che prevedono le classiche otto ore in ufficio o in una fabbrica. Così, come per esempio, quando dici di fare la fotografa ti guardano e alcuni pensano “Eh bella fatica fotografare belle donne, tutto il tempo” come se questo fosse l’unico aspetto del mio lavoro. Allo stesso modo quando una ragazza dice di fare la modella, subito nascono sorrisini sarcastici come se ciò sottintendesse chissà cosa. Fare la modella è un lavoro a tutti gli effetti, e come tale porta soddisfazioni e momenti sicuramente più leggeri di chi deve fare un lavoro pesante e logorante, ma comunque comporta sacrifici e tanto impegno. Non basta un bel viso o un bel corpo e automaticamente si diventa modella.

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La bellezza naturale

Cos’è la bellezza naturale? Alle porte del 2020 ha senso parlare di bellezza naturale e di bellezza interiore? Alcune riflessioni sui nuovi canoni estetici, sull’abuso dei filtri di Instagram e sulla voglia di tornare ad occuparsi di bellezza reale e consapevolezza di sé.

Natural Beauty by Monica Monimix Antonelli
Natural Beauty by Monica Monimix Antonelli

Un tema che mi ha sempre affascinata, incuriosita ed interessata, è quello della bellezza naturale.

In una società in cui i filtri di Instagram dilagano, facendoci pensare che tutte le donne siano veramente così perfette come le vediamo su tale social network, sento sempre più l’esigenza di andare a riscoprire quella bellezza reale, naturale, pulita, insita in ognuna di noi, ma che troppo spesso viene relegata in secondo piano sotto strati di make up. 

Facendo la fotografa, mi è capitato, incontrando per lavoro alcune ragazze, che sui social fanno ampio uso di filtri, io abbia notato uno scollamento tra vita reale e vita virtuale, al punto da far quasi fatica a riconoscere in quelle ragazze, le stesse viste sul social.

Mi chiedo cosa le porti a stravolgere così tanto la loro immagine. Può essere insicurezza e quindi il prendere a modello uno standard estetico, le fa sentire parte della società e quindi accettate?

Il distaccamento tra reale e irreale come verrà vissuto da queste ragazze? Se le incontro e vedo che sono ben diverse dall’immagine che promuovono sui social, cosa pensano che io possa pensare?

Non è imbarazzante da parte loro? Faccio parte di un’altra generazione sia per età che per mentalità e mi incuriosisce molto capire.

Credo che nei prossimi mesi questo sarà un tema su cui porrò molto la mia attenzione per capire come cambia la percezione che ciascuno di noi ha di se stesso, in rapporto a questi nuovi canoni estetici (finti).

È riduttivo pensare che si tratti solo del concetto di bellezza che cambia col mutare della generazione e della società. Credo che abbia radici profonde con la percezione di noi stessi all’interno di un contesto sociale stravolto dai cambiamenti repentini degli ultimi anni e come tale va studiato e indagato.

Ben prima di Instagram, ricordo che capitava di incontrare modelle che avevano nel book immagini totalmente falsificate. In quei casi era l’abuso che i fotografi di allora facevano di Photoshop (e qualcuno di essi lo fa tutt’ora). Si vedevano nasi non proprio perfetti, diventare dritti o alla francese, pelli spianate effetto bambole di porcellana, senza pori, gambe chilometriche date dall’uso spinto del grandangolare. Poi ti ritrovavi davanti queste ragazze e a stento le riconoscevi.

Cambiare la forma di un naso, cambia totalmente la fisionomia di un volto. Così come “allungare” le gambe e poi ritrovarsi una ragazza che a fatica raggiunge il 1.60m. Fare queste modifiche estreme è completamente inutile perché nel momento in cui ti ritrovi davanti la persona, convinta di realizzare con lei alcune immagini, scopri che non è la modella adatta, creando quella situazione fastidiosa di doverla scartare.

Già ai tempi, ricordo, che alcune di queste ragazze, non si rendevano quasi conto di non essere le stesse persone che risultavano nelle foto. Perché magari c’erano stati parecchi interventi con Photoshop da parte del fotografo che le aveva ritratte. Si convincevano di essere così, se tu non lo vedevi, eri tu a non essere in grado di renderle altrettanto belle.

Al giorno d’oggi, le ragazze che sono abituate a modificarsi da sole tramite i filtri, non si riconoscono più nelle immagini realizzate da un fotografo.

Perché andranno a ricercare quell’immagine finta a cui ormai si sono abituate e che poco ha a che spartire con la realtà.

Se mi chiedi un ritratto, io ti ritrarrò come ti vedo. Non come tu pensi di essere perché sei ormai convinta che l’immagine falsata dai filtri, sia quella reale.

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Chi è Monica Monimix Antonelli? Scopri chi sono

Ti starai chiedendo chi è Monica Monimix Antonelli. No? Ok, come non detto allora, puoi saltare la lettura di questo lungo articolo. Altrimenti, se sei curioso scopri chi sono.

Ciao, sono Monica, benvenuta/o sul mio blog.

In questo articolo ti racconto qualcosa di me e del perché ho deciso di aprire questo blog. Per chi è questo blog?

  • Per te che vuoi diventare un fotografo, o sei un appassionato di fotografia
  • Se il tuo sogno è diventare una modella, qui troverai alcuni consigli utili
  • Sei nel posto giusto se ami il ritratto
  • Il tema della bellezza naturale è importante per te, ma non trovi molto materiale in giro: qui lo troverai
  • Hai un’idea ma ti sento bloccata/o, sapere che non sei sola/o puoi aiutarti
tre autoritratti della fotografa Monica Monimix Antonelli
Semplicemente io – (c)Monica Monimix Antonelli

Lascia che mi presenti brevemente prima di aprirti le porte della mia nuova casa virtuale. Nasco a fine anni 70, un’infanzia spensierata, in cui ho avuto la fortuna di crescere giocando all’aria aperta, senza tecnologia, ma con amici reali. Profondamente timida sin da piccola, tranne in famiglia dove ero un fiume in piena. Amavo disegnare, colorare e perdermi nei miei mondi fantastici. Una sognatrice con la testa fra le nuvole, caratteristica che tutt’ora mi contraddistingue. Ho sempre avuto un carattere contrastante: da un lato timida e sognatrice, dall’altro pratica e indipendente. Mentre le altre sognavano di essere principesse in attesa del principe azzurro io volevo essere Zorro. Perennemente in bilico tra parte emotiva e anima razionale, penso un sacco, per poi agire d’istinto, con risultati a volte opinabili.

Adolescente schiva, non sono mai stata l’anima della compagnia, prediligendo sempre rapporti sinceri. Fermamente convinta del “pochi, ma buoni”, tanto che la mia migliore amica di oggi è la mia migliore amica dai tempi del liceo.

Dalla bambina timida che non parlava quasi con nessuno, ho fatto passi da gigante. Conscia del fatto che se voglio qualcosa lo chiedo o cerco di ottenerlo con le mie forze. Se, sono convinta, non mi ferma nessuno. La timidezza di fondo c’è ancora, ma ho imparato ad accettarla e ad uscire  dal guscio. Non dò mai nulla per scontato. Sono grata alla vita di ciò che mi ha dato, conscia del fatto che sia solo fortuna, nascere nel posto giusto. Sta a noi restituire il favore facendo del nostro meglio per meritarcelo. So chiedere scusa, e dico un sacco di “grazie”.

Amante dei viaggi ma legata visceralmente alla mia piccola cittadina di provincia. Amo poter vivere con ritmi lenti, spostandomi a piedi e in bicicletta. Fautrice della qualità della vita, perennemente alla ricerca di un equilibrio senza stress. Animo passionale che esplode non appena si toccano certi temi delicati. Sempre pronta a schierarmi dalla parte dei più deboli. Me la prendo parecchio quando si parla di violenza sulle donne, bullismo, violenza sugli anziani, bambini e animali. Amo follemente la natura e odio profondamente chi non rispetta l’ambiente.

Mi occupo di fotografia, professionalmente, dal 2006. Ho sempre avuto una certa predilezione per il ritratto fotografico. Un genere che tende a passare in secondo piano per via della grande diffusione dei selfie, ma che sa regalare un’esperienza davvero intensa a chi vi prende parte. Se si riesce a creare una situazione ideale in cui il soggetto fotografato si sente a suo agio, ecco che diventa un momento di conoscenza, di apertura e di fiducia.

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